Da settimane il comparto agricolo del Pollino e della Piana di Sibari vive una fase di tensione estrema. A Castrovillari, nello snodo di contrada Bianchino, dove la Strada Statale 241 incrocia la Provinciale 174, una cinquantina di trattori e una ventina di camion hanno bloccato il traffico, trasformando l’incrocio in un vero e proprio presidio. I manifestanti, accompagnati da nuclei familiari e cittadini, hanno dichiarato di non fermarsi finché le istituzioni non presenteranno garanzie concrete contro l’esplosione dei costi di produzione e dell’energia.
Il blocco di Bianchino: un incrocio chiuso da trattori e camion
Il bivio di Bianchino è diventato il simbolo della protesta: dalle prime ore del mattino i veicoli agricoli hanno occupato la carreggiata, impedendo il transito sia verso Castrovillari sia verso la Sibaritide. Decine di mezzi provenienti da diverse realtà, compresi agricoltori di Cammarata, hanno mantenuto la presenza anche sotto una pioggia battente. Un giovane agricoltore ha detto: “Se siamo qui è perché non riusciamo più a portare il pane a casa” mentre un altro ha aggiunto: “Ci stanno mettendo nelle condizioni di chiudere, io ho una figlia piccola e non so che futuro assicurarle”. La determinazione è evidente: “non siamo qui per fare buffonate, non siamo dei buffoni” ha sottolineato un lavoratore, ribadendo la serietà della domanda.
Altri presidii e la rete di solidarietà nel Pollino e nella Sibaritide
Il blocco di Bianchino non è l’unico punto di pressione. Presidi simili sono stati allestiti a Spezzano, San Marco Argentano e Cerchiara di Calabria, creando una rete di stoppaggi che colpisce i principali assi di circolazione della zona. Dal 16 ottobre, la Regione Calabria ha attivato quattro presidi fissi nei nodi logistici di Gioia Tauro, lamezia terme, San Marco Argentano e Vibo Marina, come indicato dal Comitato Promotore del Movimento Popolare Nazionale.
Presidi fissi istituiti dal 16 ottobre
Questi presidii mirano a garantire la continuità delle richieste agrarie anche nei punti di rifornimento di carburante e nei principali snodi di trasporto merci.
Il movimento ha annunciato che, a partire dal 21 ottobre, si unirà agli autotrasportatori per un’azione di blocco congiunto, coordinata attraverso tavoli tecnici territoriali. Dopo la manifestazione a Cosenza, è previsto un nuovo raduno il 27 ottobre a Roma, dimostrando la capacità di estendere la protesta a livello nazionale.
Richieste, cifre e risposte istituzionali
Le richieste degli agricoltori sono chiare: un sostegno reale contro il caro carburante e l’aumento dei costi energetici. La Regione ha annunciato un fondo di 15 milioni di euro, ma secondo una manifestante questa somma equivale a un aiuto di appena una sessantina di euro per ciascun agricoltore, una cifra giudicata insufficiente. Un agricoltore ha commentato: “Non è più questione di arrivare alla fine del mese, non si arriva più al 5 del mese” sottolineando la gravità della situazione.
Gli agricoltori chiedono quindi interventi urgenti che possano garantire la sostenibilità economica delle loro aziende e, La protesta, sostenuta da intere famiglie, è pronta a continuare finché non verranno fornite risposte concrete e sicure, con la consapevolezza che il futuro del comparto agricolo dipende dalle decisioni che verranno prese nei prossimi giorni.



