Domenica 11 ottobre il piccolo comune di Melissa si è animato grazie alla Festa del covatello una ricorrenza voluta dai volontari dell’Auser Melissa per mettere in luce le radici gastronomiche della zona. L’evento, aperto a tutti i cittadini e ai turisti curiosi, ha riportato al centro della scena una specialità che, sebbene poco conosciuta al di fuori del territorio, rappresenta una vera e propria icona della cucina calabrese. L’atmosfera è stata pervasa da aromi di pane casereccio, olio extravergine e aromi locali, creando un ponte diretto fra passato e presente.
La preparazione artigianale dei covatelli
Le protagoniste della giornata sono state le massaie dell’associazione che hanno dedicato la mattinata alla realizzazione dei covatelli piccoli panetti di pasta lievitata, impastati e modellati totalmente a mano. La ricetta rispetta rigorosamente i metodi tramandati da più di cento anni con farina di grano duro, acqua, sale e un pizzico di lievito naturale. Ogni passo, dalla sgonfiatura dell’impasto alla formazione delle tipiche forme rotonde, è stato eseguito con gesti lenti ma precisi, dimostrando come il sapere popolare si fonda su pratiche quotidiane che si perpetuano di generazione in generazione.
Le vrasciole alla melissese
Accanto ai covatelli, le vrasciole tipiche di Melissa hanno accompagnato i commensali, offrendo un contrasto di consistenza e sapore. Queste focaccine croccanti, preparate con olio d’oliva locale, rosmarino e una spolverata di sale grosso, sono servite calde, appena sfornate, e hanno completato l’esperienza culinaria. Il loro profumo, intenso e avvolgente, ha ricordato a molti gli odori delle vecchie case di campagna, contribuendo a far rivivere memorie collettive legate alle feste di paese.
Un volano di solidarietà e identità locale
L’organizzazione della manifestazione è stata curata dai volontari dell’Auser Melissa che hanno coordinato logistica, allestimento dei tavoli e la promozione dell’evento sui canali social. Oltre a celebrare la tradizione gastronomica la festa ha rappresentato un momento di aggregazione, dove giovani e anziani hanno potuto scambiarsi ricordi e consigli di cucina. La presenza di numerose famiglie ha trasformato la piazza principale in un vero mercato di sapori, dimostrando che il cibo è ancora il collante fondamentale della vita comunitaria.
Prospettive per le future generazioni
Grazie all’impegno congiunto delle massaie e dei volontari dell’Auser, la conoscenza del covatello melissese è stata trasmessa anche ai più giovani, invitati a partecipare attivamente alle fasi di impasto e cottura. I partecipanti hanno espresso la volontà di continuare la tradizione nei prossimi anni, creando un ciclo virtuoso di trasferimento del sapere. In un’epoca in cui le abitudini alimentari si uniformano, iniziative come questa dimostrano quanto sia possibile mantenere vive le radici culturali e valorizzare il patrimonio culinario locale per le generazioni future.



