26 Settembre 2026 🌤 14°

Cosenza protesta per l’ospedale hub: richieste di chiarezza e investimenti

Mobilitazione a Cosenza per difendere l'ospedale Annunziata: richieste di trasparenza sui fondi, tutela dei posti letto e investimenti per la medicina territoriale

Cosenza protesta per l’ospedale hub: richieste di chiarezza e investimenti

Il 26 maggio 2026 Piazza Kennedy è diventata il punto d’incontro di una mobilitazione ampia, con cittadini, operatori sanitari, associazioni e amministratori locali uniti per difendere il presidio dell’Annunziata. L’obiettivo dichiarato è tutelare il ruolo dell’ospedale hub di Cosenza, pur senza opporsi alla realizzazione di un policlinico universitario a Rende: la protesta punta a ottenere trasparenza sulle scelte politiche e la garanzia di adeguati investimenti per il futuro della sanità locale.

Dal palco il sindaco Franz Caruso ha ribadito che l’Annunziata non risponde più agli standard richiesti dalla sanità europea e che serve un nuovo ospedale, ma ha pure sottolineato la necessità di difendere l’attuale presidio fino a quando non saranno chiare tutte le prospettive. Caruso ha sollevato dubbi sul trasferimento del progetto a Rende e ha segnalato che il finanziamento dell’Inail non è indirizzato a completare i tre lotti funzionali, con il rischio concreto di realizzare una struttura con circa 500 posti letto in meno rispetto all’attuale Annunziata, un esito che non migliorerebbe l’offerta sanitaria ma la depotenzierebbe.

Le preoccupazioni dei comitati e della città

I comitati di quartiere, tra cui il gruppo No Scippo e il Comitato 31 ottobre, hanno spiegato in piazza che la sottrazione dell’ospedale hub rappresenterebbe una ferita per il tessuto urbano e sociale. Il coordinatore Giannino Dodaro ha messo in evidenza come la perdita del presidio principale possa tradursi in un danno economico e logistico per il capoluogo e per i comuni a sud della provincia, aggravando i disagi per pazienti e famiglie che già oggi affrontano difficoltà di accesso ai servizi sanitari.

Impatto urbano e richieste territoriali

I manifestanti hanno inoltre richiamato la necessità di un modello urbano policentrico che eviti lo spopolamento e il progressivo squilibrio verso nord dell’area metropolitana. La difesa dell’Annunziata è stata presentata come una tutela della vivibilità e del commercio locale: privare il centro cittadino di un servizio sanitario di primo livello significherebbe trasformare Cosenza in una città dormitorio e compromettere la coesione territoriale.

Critiche politiche e interrogativi amministrativi

La deputata del Movimento 5 Stelle Anna Laura Orrico, presente alla manifestazione, ha contestato l’iter amministrativo della Regione e ha chiesto risposte al presidente Occhiuto su elementi chiave: esiste solo il finanziamento per il progetto di Cosenza, non per un policlinico universitario a Rende; quale sarà la tabella di marcia per reperire le risorse mancanti e che destino avranno i servizi dell’Annunziata? Orrico ha avvertito che depotenziamento e mancati investimenti nella medicina territoriale (anche con fondi Pnrr mai recepiti) rischiano di privare l’area di un importante cuore sociale ed economico.

Questioni di governance

È stato ricordato come per istituire l’azienda ospedaliera universitaria sia necessario un atto formale del governo: al momento manca il decreto istitutivo e, senza quello, ogni progetto che coinvolga l’università di medicina resta incompleto. Le domande su personale, risorse umane e piano complessivo di integrazione tra ricerca e cura sono rimaste senza risposte esaustive, alimentando il timore che alla fine non si realizzi né il policlinico né l’ospedale hub promesso.

Posizioni istituzionali e possibili scenari

La consigliera regionale Filomena Greco (Casa Riformista – Italia Viva) ha precisato che la sede definitiva dell’ospedale è una questione secondaria rispetto al principio che non si debba sottrarre a Cosenza il ruolo di hub regionale. Greco ha sottolineato che l’attribuzione dei fondi finora stanziati è destinata all’ospedale di Cosenza e che l’università può avere un proprio ospedale a Arcavacata per la ricerca, ma senza rendere inefficace il presidio territoriale: la preoccupazione è di svuotare il centro urbano e penalizzare l’intero quadrante meridionale della provincia.

La manifestazione del 26 maggio 2026 ha dunque segnato un passo importante nella vicenda, mettendo insieme istanze civiche e richieste politiche: trasparenza nei passaggi regionali, garanzie per i posti letto e per il personale, e investimenti veri nella medicina territoriale restano i punti fermi richiesti dalla piazza. Gli organizzatori chiedono che si affronti il tema del come verranno realizzati i progetti, non solo del dove, per evitare che alla fine non si faccia né l’uno né l’altro.

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