Il 13 ottobre 2026 il Papa ha affrontato un intervento di chirurgia toracica programmato da tempo, realizzato presso il Policlinico Gemelli di Roma. L’obiettivo era rimuovere il lobo inferiore del polmone destro, sospettato di contenere un adenocarcinoma polmonare sulla base di esami pre-operatori. La decisione di procedere è stata presa dopo una valutazione multidisciplinare, con la consapevolezza che una rimozione tempestiva potesse migliorare notevolmente le prospettive terapeutiche.
Operazione al Gemelli: tempistica e modalità
La sala operatoria ha ospitato il Santo Padre per circa tre ore, di cui circa novanta minuti sono stati effettivamente dedicati all’intervento. La tecnica scelta è stata la chirurgia videoassistita che consente una visualizzazione in alta definizione dell’area interessata e riduce l’invasività rispetto ai metodi tradizionali. Grazie a questo approccio, è stato possibile asportare con precisione il lobo inferiore del polmone destro senza danneggiare i tessuti circostanti.
Dettagli della resezione
L’esame istologico estemporaneo, effettuato subito dopo la rimozione, ha confermato la presunta diagnosi di adenocarcinoma un tipo di tumore maligno che origina dalle cellule ghiandolari del tessuto polmonare. La conferma rapida ha permesso ai medici di pianificare subito il percorso terapeutico successivo, riducendo al minimo l’ansia del paziente e del suo entourage.
Fase post-operatoria e primo risveglio
Al termine dell’operazione, il Papa si è risvegliato regolarmente e ha mostrato segni di buona risposta clinica. Dopo un breve periodo di osservazione in terapia intensiva, è stato trasferito nella sua stanza al decimo piano, dove ha potuto riposare sotto costante monitoraggio. Nessuna complicazione è stata segnalata, e i parametri vitali sono rimasti stabili durante le prime ore di recupero.
Team multidisciplinare al centro dell’intervento
L’équipe chirurgica era guidata dal professor Stefano Margaritora affiancato dalla professoressa Elisa Meacci dalla dott.ssa Maria Teresa Congedo e dal dott. Leonardo Petracca Caravella. L’anestesia è stata gestita dal professor Massimo Antonelli dal dott. Giovanni Punzo e dal dott. Giuseppe Bello tutti specialisti con ampia esperienza in interventi complessi di questo tipo. La sinergia tra i due gruppi ha garantito un ambiente operativo ottimale e un controllo rigoroso dei parametri emodinamici.
Prospettive future e monitoraggio oncologico
Con la diagnosi confermata, il prossimo passo sarà un percorso oncologico personalizzato, che potrebbe includere terapie adiuvanti, controlli radiologici periodici e valutazioni multidisciplinari. Il protocollo prevede un follow-up strettamente monitorato per verificare l’assenza di recidiva e per valutare eventuali necessità di trattamento aggiuntivo. Il successo dell’intervento dimostra la capacità delle strutture vaticane di accedere a cure di eccellenza, sottolineando l’importanza della collaborazione tra la Santa Sede e le istituzioni sanitarie italiane.



