Il 4 ottobre 2026, alle ore 17:00, il Comitato Pubblica amministrazione Calabria ha rivolto un messaggio pubblico a due dei principali partiti di centro-destra, Lega e Fratelli d’Italia, chiedendo azioni concrete su due temi cruciali: la riforma dei concorsi regionali e la realizzazione di un portale unico per la loro gestione.
Le richieste specifiche alti della Lega e di Fratelli d’Italia
Nel comunicato, il Comitato ha invitato le forze politiche a superare le semplici proroghe legislative e a dare vita a una norma regionale coerente con le proposte avanzate a febbraio da Loizzo e Bevilacqua. L’appello sottolinea che una legge “con una proroga non varrebbe a niente”, invitando Vengono, inoltre, accusati di parlare senza passare all’azione, evidenziando una presunta “guerra interna” nella Lega, a cui Salvini dovrebbe rispondere.
Il ruolo della legge provvisoria e l’articolo 150
Un punto centrale della denuncia è la necessità di ripristinare l’articolo 150 della legge 150, poco conosciuto ma ritenuto fondamentale per la trasparenza delle gare. Il Comitato sostiene che “hanno gli strumenti per approvare una legge giusta”, ma finora hanno solo espresso opinioni. In più, la critica si estende a Fratelli d’Italia, etichettata come “timida”, perché non avrebbe fornito risposte concrete sui concorsi organizzati negli ultimi anni dalla Regione.
Critiche al sistema dei concorsi e proposta del portale unico
Il Comitato denuncia che migliaia di candidati, molti con legami familiari all’estero, siano stati “presi in giro” dopo aver superato le prove selettive. Propone, quindi, l’istituzione di un portale unico che consenta la gestione digitale dei bandi, l’integrazione con gli accordi firmati con gli enti locali e la semplificazione delle procedure di verifica. Tale strumento, secondo il Comitato, dovrebbe evitare “pasticci inutili” e ridurre le tensioni tra i partiti, favorendo una gestione più trasparente e meritocratica.
Interpello mirato e mobilitazione
Il Comitato ha già richiesto un “interpello mirato” per chi ha superato le prove, ma lamenta l’assenza di azioni concrete. La stampa del comunicato chiude con un appello alla mobilitazione: “Basterebbe semplicemente fare il portale unico, introdurre gli accordi con gli enti locali e ripristinare l’articolo sulla legge 150”. Il documento avverte che opporsi a migliaia di persone, soprattutto a chi ha radici calabresi all’estero, sarebbe un errore strategico per le forze politiche coinvolte.



