La fibromialgia è una patologia cronica caratterizzata da dolori muscolari diffusi e stanchezza estrema, che colpisce molte persone in Calabria. Nel 2024 il Consiglio regionale ha approvato la legge n. 8 del 14 marzo, un provvedimento pensato per riconoscere socialmente la malattia e garantire un percorso di cura coordinato. Nonostante il quadro normativo, la realtà sul territorio resta ancora priva di strutture operative e di un sistema di monitoraggio efficace.
In risposta a questa discrepanza, la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Elisabetta Barbuto ha presentato un’interrogazione a risposta scritta al presidente della Giunta e assessore alla Sanità, Roberto Occhiuto. La richiesta, inviata da Catanzaro, mira a far luce sullo stato di avanzamento delle misure previste dalla legge e a conoscere l’impiego dei fondi centrali destinati alla patologia.
Interrogazione di Elisabetta Barbuto sulla legge regionale n. 8/2024
Barbuto ha sottolineato che la normativa regionale prevede l’attivazione di ambulatori multidisciplinari, la costituzione di un Centro di coordinamento regionale, la creazione di un Registro regionale per il monitoraggio dei dati e il coinvolgimento costante delle associazioni dei pazienti. Nonostante questi impegni, la consigliera ha chiesto: “Che fine hanno fatto gli ambulatori dedicati alla fibromialgia in Calabria?” e ha ricordato che “la legge c’è, ma i servizi sul territorio dove sono?”.
Ambulatori, Registro e PDTA: lo stato dei lavori
Secondo le disposizioni della legge, gli ambulatori multidisciplinari dovevano essere operativi entro pochi mesi dall’approvazione, garantendo diagnosi, terapia farmacologica e supporto psicologico in un unico luogo. Il Registro regionale, invece, doveva raccogliere dati epidemiologici per permettere una pianificazione basata su evidenze concrete. Infine, il PDTA (Piano Diagnostico Terapeutico dell’Assistito) rappresentava il percorso di cura standardizzato per tutti i pazienti. Fino ad oggi, Barbuto lamenta ritardi “intollerabili” e la totale assenza di punti di riferimento uniformi sul territorio.
Gestione dei 160.034 euro stanziati dal Ministero della Salute
Il quadro finanziario è altrettanto critico. La legge di bilancio 2022 (L. 234/2021) e il decreto del Ministero della Salute dell’8 luglio 2022 hanno assegnato alla Regione calabria la cifra esatta di 160.034 euro per lo studio, la diagnosi e la cura della fibromialgia, in virtù dell’individuazione di centri specializzati. Barbuto ha richiesto una risposta dettagliata su quanto di questo importo sia stato effettivamente incassato, impegnato e speso, oppure bloccato da lungaggini burocratiche.
Decreto dell’8 luglio 2022 e obblighi di trasparenza
Nel suo quesito, la consigliera ha citato la recente sentenza n. 201/2024 della Corte Costituzionale, che ha ribadito la piena validità delle tutele per i pazienti fibromialgici e ha sollecitato le istituzioni all’utilizzo concreto delle risorse disponibili. “Abbiamo il dovere di sapere con assoluta trasparenza se queste somme siano state incassate, impegnate e spese”, ha affermato Barbuto, evidenziando la necessità di impugnare la propaganda legislativa con atti amministrativi tangibili.
La regione è chiamata a dare risposta non solo sulla creazione degli ambulatori e sull’avvio del Registro, ma anche sulla rendicontazione dei 160.034 euro destinati alla lotta contro la fibromialgia. La richiesta di Barbuto rappresenta un appello alla trasparenza e alla concreta applicazione delle norme, nella speranza di trasformare la legge in servizi reali per le famiglie calabresi colpite da questa patologia invalidante.



