Nel pomeriggio del 24 ottobre 2026 le principali città italiane si sono trovate sotto una rete di sicurezza rafforzata, in attesa di nuove manifestazioni spontanee promosse dal cosiddetto Movimento 17 ottobre. Le autorità hanno avviato un’operazione su scala nazionale, con oltre 150 perquisizioni effettuate a Milano, Monza e in altre venti realtà, soprattutto in Lombardia.
Milano e Roma blindate: organizzazione delle forze interforze
A Milano è stato predisposto un maxi dispositivo interforze capace di muoversi rapidamente lungo le vie della città. Le squadre, composte da carabinieri, polizia di Stato e unità della Guardia di Finanza, sono state dislocate in punti strategici per intervenire entro pochi minuti. La decisione di non fissare in anticipo i luoghi di raduno – le piazze vengono comunicate tramite i social solo trenta minuti prima – mira a sottrarre vantaggio alle autorità, rendendo più difficile la sorveglianza.
Roma ha adottato una logica simile: la zona attorno al Colosseo e la stazione Termini sono state chiuse e i cancelli blindati, mentre i pattugliamenti hanno preso posizione su via Vittorio Emanuele Orlando, dove le forze dell’ordine hanno usato gli idranti per frenare l’avanzata dei manifestanti.
Scontri sul territorio: dal Politecnico di Milano a Bologna
Il corteo partito da largo Cairoli ha raggiunto la piazza Leonardo da Vinci davanti al Politecnico, dove i partecipanti hanno cantato “Bella ciao” e sfoggiato cartelli provocatori, tra cui uno ironico che recitava “Non lancio le uova perché costano troppo”. I manifestanti hanno alternato slogan antifascisti a richieste di “intifada fino alla vittoria”.
A Bologna la manifestazione è stata interrotta all’incrocio tra via Marconi e piazza dei Martiri: i manifestanti, circa duemila, hanno lanciato bottiglie contro gli agenti, i quali hanno risposto con lacrimogeni e l’uso di idranti per disperdere la folla. Analogamente a Torino, dove il corteo contro il riarmo ha provocato lanci di razzi e bottiglie, le forze dell’ordine hanno risposto con un fitto lancio di lacrimogeni e diverse cariche di alleggerimento.
A Firenze, il corteo è rimasto bloccato per più di un’ora sul ponte Santa Trinita, con la polizia che impediva l’accesso a via Tornabuoni, la via del lusso. I manifestanti hanno urlato “Fateci passare” ma le barricate, rinforzate da veicoli blindati, hanno contenuto il movimento.
Ultras e componenti di estrema destra in procinto di intervenire
Parallelamente alle proteste, le tifoserie ultras delle città del Nord hanno organizzato una sorta di “cordone di sicurezza”. A Lecco, ad esempio, un gruppo di tifosi ha pubblicato un video in cui dichiarano “Lecco non si tocca” e invitano chiunque voglia “sporcare” la città a confrontarsi con loro. Messaggi analoghi sono comparsi su Facebook da gruppi di Como, Verona e Vicenza, con solidarietà ai commercianti colpiti da saccheggi.
Roma ha visto la preparazione di una contro-manifestazione promossa da Azione Universitaria e Gioventù Nazionale, con l’uso di slogan “Sblocchiamo tutto”. Le forze dell’ordine hanno rafforzato la presenza nella zona di Prati, anticipando il possibile scontro tra gruppi di destra e manifestanti di sinistra.
Reazioni politiche: Tajani elogia il lavoro delle forze dell’ordine
Il vicepremier Antonio Tajani, intervenendo durante una cerimonia a Roma, ha sottolineato “un gran lavoro” delle forze dell’ordine per garantire la sicurezza nelle città e nei luoghi di turismo. Ha evidenziato la presenza di 500 paracadutisti a Milano e l’arresto del presunto responsabile della rete del Movimento 17 ottobre. Tajani ha inoltre annunciato misure a favore dei giovani, tra cui una riduzione delle tasse fino a 30 anni e l’ampliamento degli alloggi per studenti a costo zero.
L’intensificarsi delle misure di sicurezza e le dichiarazioni politiche arrivano mentre le autorità cercano di contenere la diffusione di violenze e saccheggi, tenendo conto anche del rischio di infiltrazioni da parte di gruppi estremisti.



