Durante la domenica, i militari della Stazione Carabinieri di Cortale, coadiuvati dall’Ispettorato del Lavoro e dal Nucleo Antisofisticazioni e Sanità, hanno effettuato un’operazione di controllo in un agriturismo locale. L’intervento, definito «blitz», ha avuto l’obiettivo di verificare sia la regolarità dei rapporti di lavoro che il rispetto delle norme igienico-sanitarie nella conservazione dei prodotti destinati al consumo.
Il risultato è stato immediato: la struttura è stata chiusa sul posto e, in seguito a una serie di rilievi, le autorità hanno irrogato una somma complessiva di 25.000 euro di sanzioni. La notizia ha suscitato scalpore nella zona, dove l’agriturismo rappresentava un punto di riferimento per la cucina locale.
Irregolarità contrattuali e sanzione per lavoro sommerso
Le indagini hanno rivelato la presenza di cinque dipendenti impegnati nelle attività quotidiane dell’attività, ma totalmente privi di contratto e di copertura assicurativa. La mancanza di un regolare rapporto di lavoro rientra nella definizione di lavoro nero, pratica che le autorità combattono con rigore. Per questa violazione è stata inflitta una prima multa di 22.000 euro, la quale ha comportato l’ordine di sospensione immediata dell’attività.
Il provvedimento è stato comunicato ai responsabili dell’agriturismo, i quali hanno dovuto far fronte non solo alla perdita di reddito per la chiusura, ma anche alla pressione economica della multa. La situazione ha evidenziato quanto sia difficile per le piccole realtà gestire il personale senza ricorrere a forme di impiego irregolare, soprattutto in contesti rurali dove la burocrazia è percepita come un ostacolo.
Violazioni nella sicurezza alimentare e sequestro di derrate
Parallelamente al controllo sul personale, gli specialisti del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità hanno esaminato le aree di stoccaggio e le celle frigorifere. Sono stati trovati quasi 40 chili di prodotti alimentari conservati senza il rispetto delle norme igienico-sanitarie e privi di qualsiasi etichettatura che ne certificasse l’origine. La mancanza di tracciabilità rende difficile garantire la salute dei consumatori e costituisce una violazione grave della legislazione vigente.
Il risultato di questi accertamenti ha portato al sequestro totale delle derrate e a un’aggiunta di 3.000 euro al totale delle multe, portando la cifra finale a 25.000 euro. Le autorità hanno sottolineato che la trasparenza nella filiera alimentare è imprescindibile, specialmente in strutture che offrono prodotti tipici a turisti e residenti.



