Nel cuore di Gimigliano, la Residenza Sanitaria Assistenziale Madonna di Porto ha vissuto un vero e proprio boom creativo. Il progetto “Nonni a colori”, ideato dal collettivo di writer guidato da Massimo Sirelli, ha trasformato più di cinquanta metri di muro in una tela viva, dove le generazioni si sono incontrate per raccontare storie, ricordi e speranze con il linguaggio della street art.
Le prime ore della prima giornata hanno visto gli ospiti della RSA, i loro familiari e i volontari delle associazioni locali – Pro Loco, Croce Bianca, Associazione Madre Teresa “Una matita nelle mani di Dio” e i “Volontari del Corace” della Protezione Civile – riuniti intorno a tavoli di colori e pennelli. Guidati da Sirelli, Enrico Carnovale e Antonio Spadaro, i partecipanti hanno sperimentato le tecniche base della pittura murale, mescolando acrilici lucidi con gesti più tradizionali, per poi tradurre in segni grafici le tappe fondamentali di una vita: infanzia, adolescenza, prime love in Vespa, costruzione della famiglia, esperienze di guerra e momenti di fede.
Il progetto “Nonni a colori” e la fase creativa
Durante i laboratori, i nonni hanno raccontato le proprie memorie a gruppi di educatori che le hanno trasformate in schizzi pronti per il grande muro. Le squadre, battezzate con nomi tipici del territorio – “Jusu”, “Susu”, “Marcangione” e “U’ chianu e puertu” – hanno poi dipinto in sincronia, mescolando le loro mani esperte con la freschezza di giovani writer. Massimo Sirelli ha curato la coerenza cromatica, mentre i manager Vittorio Poggi, Gianmario e Alessandro hanno lasciato da parte le consuete divise da ufficio per affiancare i pensionati con i pennelli in mano, dimostrando che l’impresa può diventare veicolo di inclusione.
Scelte tematiche e simboliche
Le immagini finali riflettono una linea del tempo personale: un “bambino con trottola”, una “prima moto”, una “casa di famiglia”, e infine simboli di fede e viaggi. Ogni elemento è stato scelto direttamente dagli anziani, sotto la guida di psicologi ed educatori, trasformando il muro in un archivio visivo di esperienze condivise. Il risultato è stato un murale partecipato che celebra la continuità generazionale e la memoria collettiva.
Inaugurazione: una festa per la comunità
Il giorno successivo, la seconda giornata, si è conclusa con un vero e proprio taglio del nastro sotto gli applausi dei presenti. Bambini, giovani, famiglie, operatori sanitari, rappresentanti delle istituzioni locali e semplici curiosi hanno affollato il piazzale, creando un’atmosfera di festa. Vittorio Poggi, manager di pgg healthcare, ha dichiarato con entusiasmo che l’iniziativa ha aperto le porte della propria “casa” alla cittadinanza, dimostrando che l’arte urbana può parlare anche al pubblico più anziano.
Le parole di Massimo Sirelli hanno chiuso la cerimonia: ha definito l’esperienza “un incontro di emozioni dove i nonni hanno regalato ricordi intimi e una curiosità straordinaria, arricchendo noi artisti tanto quanto il muro sarà per la comunità”. Il murale, ora visibile a chiunque transiti nella zona, diventa così un punto di riferimento per dialogo intergenerazionale, testimonianza tangibile di partecipazione e di coesione sociale.
Oltre a celebrare il risultato artistico, l’evento ha rafforzato il legame tra la RSA e il territorio, smantellando lo stigma dell’isolamento che spesso accompagna le strutture residenziali. La comunità di Gimigliano ha ora a disposizione un patrimonio culturale pubblico, frutto della collaborazione tra residenti, famiglie, artisti e associazioni, pronto a ispirare future iniziative di arte sociale e a raccontare, attraverso i suoi colori, le storie di chi ha costruito quel luogo.



