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E solidarietà: la finale di Umbria Fashion con Anton Giulio Grande

Anton Giulio Grande ha regalato una sfilata indimenticabile nella Sala dei Notari, unendo arte, moda e solidarietà.

E solidarietà: la finale di Umbria Fashion con Anton Giulio Grande

Il quarto appuntamento di Umbria Fashion 2026 si è svolto nelle giornate del 17 e 18 ottobre nella storica Sala dei Notari di Palazzo dei Priori, nel cuore di Perugia. Organizzata da Laura Cartocci, la manifestazione ha alternato sfilate, laboratori e premiazioni, puntando su tre pilastri: arte, moda e solidarietà. Oltre cinquanta ospiti, tra designer emergenti e rappresentanti istituzionali, hanno discusso di formazione professionale e di come la creatività possa interagire con il territorio umbro. L’obiettivo dichiarato è stato quello di creare un ponte tra giovani talenti e le imprese della filiera, regalando al pubblico un’esperienza culturale completa.

Anton Giulio Grande illumina la Sala dei Notari di Palazzo dei Priori

Per la prima volta nella storia dell’evento, il celebre couturier calabrese Anton Giulio Grande ha chiuso l’edizione presentando otto capi selezionati tra le sue creazioni più rappresentative. La scelta di affidare il gran finale a un designer di fama internazionale ha suscitato l’entusiasmo di Laura Cartocci, che ha definito la serata “un’edizione così non l’abbiamo mai vista”. La Sala dei Notari, nota per la sua architettura gotica e per gli affreschi seicenteschi, è stata trasformata in una vera e propria passerella, dove ogni passo degli alberghi ha risuonato tra le antiche colonne, creando un dialogo sorprendente tra heritage e alta moda contemporanea.

Otto creazioni tra piume, pizzi, cristalli e trasparenze

Le otto proposte hanno messo in luce la maestria sartoriale di Grande, caratterizzata da una ricerca minuziosa dei dettagli. Il primo capo, un abito di seta avvolto da un delicato pizzo bianco, ha valorizzato la femminilità con un taglio asimmetrico. Segue una giacca ricoperta di piume argentate, che ha giocato con la luce della sala. Un terzo modello ha introdotto cristalli intrecciati a mano, creando un effetto scintillante su tutta la superficie. Le successive realizzazioni hanno alternato trasparenze di chiffon con ricami floreali, connettendo tradizione artigianale e innovazione materiale. L’intera collezione ha celebrato la tradizione sartoriale italiana, dimostrando come la lavorazione dei tessuti possa diventare vero arte indossabile.

Moda in servizio della solidarietà: cavaliere e talk con Donatella Milani

Il momento clou della serata non si è limitato alla sfilata: al termine dello spettacolo, Anton Giulio Grande è stato insignito del titolo di Cavaliere dell’onlus “Un’idea per la vita”, riconoscimento volto a celebrare il legame tra moda e impegno sociale. La cerimonia, inserita nel programma di chiusura, ha ribadito l’importanza di una moda che non dimentica le proprie radici etiche, destinata a sostenere progetti di assistenza sanitaria e culturale. Subito dopo, il couturier ha partecipato a un tavolo rotondo moderato dalla giornalista Donatella Milani, dove ha raccontato il proprio percorso professionale, dalla prima esperienza nei laboratori di Napoli fino alla creazione di una maison riconosciuta a livello internazionale.

Nomina a Cavaliere dell’onlus “Un’idea per la vita”

Il riconoscimento è stato consegnato in presenza dei rappresentanti dell’associazione, che hanno sottolineato come il contributo di Grande vada oltre l’estetica. Il cavaliere ha promesso di sostenere campagne di raccolta fondi e di promuovere eventi di beneficenza attraverso le sue future sfilate. Questo gesto ha rafforzato il messaggio centrale di Umbria Fashion 2026: l’arte può e deve essere uno strumento al servizio del prossimo, creando un ponte tra creatività e responsabilità sociale.

Incontro con Donatella Milani: il percorso del couturier

Nel dialogo con Donatella Milani, Anton Giulio Grande ha ripercorso le tappe fondamentali della sua carriera, mettendo in luce le difficoltà iniziali, le collaborazioni con maison internazionali e la decisione di aprire la propria casa di moda. Ha evidenziato l’importanza della formazione artigianale, del mentoring e della costante ricerca di nuovi materiali. Il talk ha offerto al pubblico un raro sguardo dietro le quinte dell’alta moda, mostrando come la passione, la disciplina e una visione improntata al sociale possano confluire nella creazione di capi che non sono solo vestiti ma anche messaggi.

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