Il 26 ottobre 2026, nella mattina stessa, è stato presentato un ricorso giudiziario contro la recente legge elettorale soprannominata Stabilicum. Il deposito è avvenuto simultaneamente nei distretti delle Corti d’Appello di Catanzaro e reggio calabria e, in un’operazione coordinata, è stato trasmesso a tutte le altre circoscrizioni d’appello presenti sul territorio nazionale.
Secondo la nota allegata al ricorso, i soggetti ricorrenti sostengono che la Costituzione garantisca a ogni cittadino il diritto di partecipare alle elezioni per la Camera e il Senato mediante un voto personale, libero ed uguale (art. 48 Cost.). Essi affermano che la normativa Stabilicum comprimerebbe tale diritto in maniera ancora più marcata rispetto alle precedenti leggi elettorali note come Porcellum e Italicum, già invalidate dalla Corte Costituzionale con le sentenze 1/2014 e 35/2017.
Il percorso del ricorso: dalla deposizione alle motivazioni
Il documento legale, inserito nella pratica di tutte le sezioni della Corte d’Appello, mira a ottenere un pronunciamento preventivo della magistratura. L’obiettivo dichiarato è quello di impedire che si verifichi, come in passato, la continuità di un Parlamento eletto con una legge poi dichiarata incostituzionale. I ricorrenti temono infatti che la mancata dichiarazione preventiva possa condurre a una situazione in cui gli organi legislativi rimangano in carica nonostante la violazione di principi costituzionali fondamentali.
Nel testo del ricorso, i promotori ribadiscono che la loro azione non nasce da alcuna pregiudiziale ideologica, ma da una preoccupazione concreta per la necessaria continuità delle istituzioni dello Stato. In particolare, sottolineano il timore che la mancata tutela del diritto di voto possa generare una “torsione incompatibile” con le dinamiche di una democrazia matura, minando la legittimità dell’intero apparato parlamentare.
Riferimenti alle sentenze precedenti e impatto sul dibattito costituzionale
Le citazioni alle sentenze 1/2014 e 35/2017 rivestono un ruolo centrale nel ricorso. La prima ha annullato la cosiddetta Porcellum, mentre la seconda ha annullato l’Italicum, due norme che, a loro volta, avevano suscitato ampio dibattito per le limitazioni imposte al voto libero. Il ricorso attuale propone, quindi, un’ulteriore evoluzione del discorso costituzionale, chiedendo alla Corte d’Appello di valutare preventivamente se la Stabilicum viola i principi sanciti dall’articolo 48 della Costituzione.
Nel caso venisse accolta la richiesta, la decisione preventiva potrebbe determinare l’interruzione della validità della legge elettorale prima della sua applicazione pratica. Una risposta così tempestiva sarebbe storicamente significativa, poiché segnerebbe il primo utilizzo di un provvedimento preventivo per evitare la formazione di un Parlamento illegittimo fin dall’inizio del suo mandato.



