Una villa di pregio situata a Bentivoglio, in provincia di Bologna, è stata oggetto di sequestro definitivo da parte della Guardia di Finanza dei Comandi di Catanzaro e Bologna. L’intervento è stato eseguito sulla base di un decreto del Tribunale di Catanzaro e riguarda un immobile il cui valore è stato stimato in 650.000,00 euro. La proprietà è riconducibile a un narcotrafficante internazionale originario del Vibonese, trasferitosi ormai da tempo nella provincia di Bologna.
Sequestro definitivo della villa di Bentivoglio
Il provvedimento di confisca è stato reso definitivo dopo una serie di accertamenti patrimoniali effettuati dagli specialisti dei GG.I.C.O. dei Nuclei di Polizia Economico-Finanziaria di Catanzaro e Bologna. Gli investigatori hanno dimostrato che, pur risultando intestata a un soggetto compiacente, la villa era di fatto nella disponibilità del traffico, evidenziando una marcata sproporzione tra il valore dell’immobile e i redditi dichiarati dal soggetto. Tale discrepanza ha costituito uno degli elementi chiave per confermare la natura illecita del patrimonio e giustificare l’intervento del giudice.
Motivazioni patrimoniali del sequestro
Le indagini hanno rivelato che il traffico possedeva diversi beni immobili, ma la villa di Bentivoglio rappresentava uno degli investimenti più evidenti, data la sua posizione strategica nel cuore del Bolognese. Il rapporto tra il valore stimato di 650 mila euro e i guadagni dichiarati dall’indagato era talmente squilibrato da configurare un chiaro caso di reinvestimento di proventi illeciti.
Le indagini sul traffico di cocaina
Parallelamente al sequestro patrimoniale, la Guardia di Finanza ha portato avanti due importanti filoni investigativi: l’operazione Decollo e il procedimento noto come Stammer. Entrambe le inchieste hanno messo in luce un vasto traffico di cocaina proveniente dal Sudamerica, destinato a diversi mercati, tra cui l’Australia, la Spagna e l’Italia. Il trafficante, riconosciuto come storico broker del narcotraffico internazionale, ha coordinato la logistica di numerosi container, nascondendo la droga in forme ingegnose all’interno di carichi legittimi.
Operazione Decollo e il container da Salerno
Nel quadro dell’operazione Decollo le forze dell’ordine hanno scoperto che, nell’aprile 2002, un container proveniente dalla Colombia era arrivato al porto di Salerno con in interno blocchi di marmo. All’interno di questi blocchi sono stati sequestrati 541 chili di cocaina celati in tubi di plastica e poi inseriti come se fossero normali forniture di pietra. Questo sequestro ha consentito di ricostruire l’intera rete di trasporto marittimo, dimostrando la capacità del gruppo di mascherare la droga tra merci legittime.
Procedimento Stammer e il tentativo
Il secondo filone, denominato Stammer si è concentrato su un tentativo di importazione di una grossa quantità di cocaina dalla Colombia. Il piano prevedeva l’arrivo del carico sia al porto di Genova sia all’aeroporto di Lamezia Terme (CZ). Le autorità hanno intercettato la spedizione, portando a una condanna di 11 anni, 1 mese e 10 giorni di reclusione per il trafficante. Questa pena si aggiunge a una precedente condanna a 12 anni di carcere per il medesimo reato, confermando la sua gravità e la sua reiterata partecipazione a traffici internazionali.
Oltre a Decollo e Stammer, il soggetto è stato coinvolto in ulteriori indagini denominate “Decollo ter”, “Due Torri Connection” e “La Pigna d’Oro”, nonché in procedimenti per estorsione e trasferimento fraudolento di valori. Tutti questi elementi hanno contribuito alla decisione del Tribunale di Catanzaro di classificare il traffico come una minaccia di “pericolosità sociale qualificata”, consentendo così il sequestro definitivo della villa e di altri beni riconducibili al riciclaggio di denaro sporco.



