Il sabato 10 ottobre 2026, nella zona Città Studi di Milano, l’ex re dei paparazzi Fabrizio Corona è stato vittima di una rapina a mano armata. L’attacco è avvenuto in via Gozzi, a pochi passi da piazzale Susa, dove l’uomo stava uscendo dalla sua abitazione. Sei aggressori lo hanno circondato, puntando con un cacciavite contro di lui e sottraendo due collane e un paio di orecchini, stimati in circa 400 euro.
Dettagli dell’aggressione a via Gozzi
L’intervento dei carabinieri della Compagnia Monforte è avvenuto immediatamente dopo la chiamata al 112 fatta dallo stesso Corona. L’uomo ha riferito di aver subito solo alcune escoriazioni, perciò ha rifiutato di essere trasportato in ospedale. Nei primi minuti sul luogo, gli operatori hanno raccolto le testimonianze e le prime ricostruzioni, tra cui l’affermazione del difensore Ivano Chiesa secondo cui gli aggressori mostravano un accento che, a suo avviso, sembrava calabrese.
Il bottino e le lesioni riportate
Il valore complessivo degli oggetti sottratti è stato stimato in circa 400 euro. Le due collanine e gli orecchini erano regali personali del 52enne, che ha dichiarato di non aver avuto necessità di cure ospedaliere, ma ha richiesto comunque il fasciatoio dei Carabinieri per documentare le ferite minori. Nei successivi minuti, Corona ha contattato il suo avvocato Chiesa, il quale ha confermato l’accaduto e ha annunciato che l’assistito presenterà una denuncia formale.
Le indagini dei carabinieri
Gli inquirenti hanno immediatamente posto in moto una serie di verifiche. Sono state richieste le registrazioni delle telecamere di videosorveglianza presenti lungo via Gozzi, in via Noè e nei dintorni di piazzale Dateo, con l’obiettivo di identificare i sei sospetti. Inoltre, è stato segnalato che Corona avrebbe riconosciuto tra gli aggressori un imprenditore con il quale sostiene di avere un credito pendente, elemento che potrebbe fornire una pista investigativa.
Possibili moventi e testimonianze
Il mese precedente, l’ex paparazzo era stato minacciato tramite chat da due giovani, tra cui un diciannovenne identificato come A. B., figlio di un noto giornalista televisivo. Questi avevano richiesto 500 euro con minacce di violenza, culminando in un attacco alla sua Range Rover a via Noè. Sebbene gli episodi sembrino collegati solo per la persona di Corona, le autorità stanno valutando se vi siano connessioni tra le due vicende, soprattutto alla luce della dichiarazione di aver individuato un potenziale creditore tra i rapinatori.
Al momento, i carabinieri non hanno ancora arrestato nessuno, ma hanno lanciato un appello pubblico affinché chiunque avesse riprese video o informazioni aggiuntive possa collaborare con le indagini. La vicenda è tuttora in fase di accertamento, con la speranza di identificare e perseguire tutti gli autori dell’aggressione.



