Sabato 17 ottobre 2026 il Teatro Politeama “Mario Foglietti” di Catanzaro ha ospitato una delle serate più attese della stagione culturale calabrese. Massimo Ranieri icona della musica italiana da più di cinquant'anni, ha presentato lo spettacolo “Tutti i sogni ancora in volo (e continuano a volare)”, simbolo dell’apertura della XXIII edizione del Festival d’Autunno, diretta dalla curatrice Antonietta Santacroce.
Il pubblico, già da giorni in attesa, ha riempito completamente la sala, confermando il legame indissolubile tra l’artista e i suoi fan. La riuscita del sold-out ha dimostrato come Ranieri continui a mantenere una presenza attuale, capace di attrarre sia i nostalgici delle sue prime hit sia le nuove generazioni desiderose di scoprire la sua arte.
Il concerto-teatro: una narrazione musicale senza interruzioni
La serata non è stata un semplice concerto; è stata una vera e propria performance teatrale. Ranieri ha intrecciato brani celebri come “Se bruciasse la città” e “Perdere l’amore” con aneddoti personali, sketch comici e momenti di riflessione, creando un filo conduttore che ha tenuto alta l’attenzione del pubblico per tutta la durata dello spettacolo.
Un repertorio che attraversa cinque decenni
Il programma ha spaziato dalle prime composizioni napoletane, passando per le ballate degli anni ’80, fino alle ultime collaborazioni con autori contemporanei. Ogni canzone è stata presentata come un capitolo di vita con Ranieri che, grazie a gesti misurati e a un’interpretazione vocale ancora potente, ha trasformato i classici in esperienze emotive nuove.
Il riconoscimento del Cavatore d’argento
Durante la pausa, il maestro orafo Michele Affidato ha consegnato a Ranieri il premio “Cavatore d’argento”. L’oggetto, realizzato in argento lavorato a mano, simboleggia la tenacia e la dedizione della città di Catanzaro, una terra nota per la sua tradizione artigianale. Il riconoscimento è stato accolto con applausi, sottolineando l’importanza di legare arte personale a identità territoriale.
Il gesto ha anche richiesto una breve riflessione dell’artista sui valori della costanza e della passione, elementi che, a suo avviso, hanno permesso di trasformare i “sogni” in realtà tangibili, senza mai perdere la loro capacità di volare.
La direzione artistica di Antonietta Santacroce
Antonietta Santacroce ha spiegato che il Festival d’Autunno vuole celebrare “la fusione tra musica, narrazione e memoria”. Il suo ruolo di curatrice ha permesso di impostare un programma che esalta la multidisciplinarietà di Ranieri, artista capace di passare dal canto al teatro, dalla televisione al cinema con la stessa naturalezza.
Secondo le dichiarazioni della direttrice, il concerto-teatro è stato pensato per offrire al pubblico un’esperienza intima dove la voce di Ranieri funge da guida attraverso decenni di emozioni condivise.
Una band d’eccezione al servizio della scena
Il supporto musicale è stato affidato a un ensemble di grande valore: Danilo Riccardi al pianoforte, Giovanna Perna alle tastiere e alla voce, Francesco Puglisi al basso, Luca Trolli alla batteria, Arnaldo Vacca alle percussioni, Andrea Pistilli e Tony Puja alle chitarre, Valentina Pinto al violino e alla voce, Cristiana Polegri al sax e alla voce, e Max Filosi al sax e basso. Ogni strumento ha contribuito a dare profondità a brani divenuti ormai memorabili per intere generazioni.
Il risultato è stato un suono ricco, capace di sostenere la narrazione di Ranieri e di far vibrare la platea, trasformando l’intera sala in un unico organismo emotivo.



