Il settore del trasporto merci in Calabria vive un momento di tensione senza precedenti. Dopo l’esplosione dei prezzi del carburante, la federazione Fedralog ha lanciato una serie di presidi che hanno coinvolto le principali arterie della regione, dal porto di Gioia Tauro fino agli svincoli dell’autostrada A2.
Il secondo giorno di manifestazione, avvenuto martedì 17 ottobre, ha visto i tir parcheggiati lungo le strade per tutta la notte, creando rallentamenti pur mantenendo la protesta in forma pacifica. In totale, sono stati attivati quindici punti di osservanza, tutti collocati in zone strategiche che includono la Statale 106 a Corigliano-Rossano.
Seconda giornata di presidi lungo le principali arterie calabresi
I camionisti, sotto la guida del coordinatore regionale Mario Pansini, hanno nuovamente allineato i veicoli ai margini delle strade, impedendo il normale flusso di traffico soprattutto nei pressi del porto di Gioia Tauro e degli svincoli A2. Sebbene non si sia verificato alcun vero blocco, i lunghi tempi di attesa hanno generato disagi evidenti per gli automobilisti e le attività commerciali locali. L’azione è stata accompagnata da una notevole partecipazione di famiglie e imprese, segno di una solidarietà diffusa tra i vari attori economici regionali.
Coinvolgimento degli agricoltori
Un elemento inatteso della protesta è stato il supporto di gruppi agricoli, che hanno organizzato propri presidi, tra cui quello sulla Statale 106 a Corigliano-Rossano. Gli agricoltori, mossi da iniziative autonome, hanno scelto di schierarsi accanto ai camionisti, evidenziando un comune disagio relativo all’aumento dei costi del carburante. Questa alleanza ha rinforzato la visibilità della manifestazione, rendendo più evidente il messaggio congiunto dei settori del trasporto e dell’agricoltura.
Incontro con il prefetto Clemente Di Nuzzo a Catanzaro
Questa mattina, una delegazione di Fedralog è stata convocata presso la Prefettura di Catanzaro dal prefetto Clemente Di Nuzzo. Durante l’incontro, Mario Pansini ha illustrato le difficoltà del comparto, esponendo dati sui costi operativi e chiedendo interventi concreti da parte delle autorità centrali. Il prefetto ha confermato di aver preso atto delle istanze e di aver promesso di trasmettere le richieste agli organi governativi competenti, mantenendo aperta la possibilità di un dialogo continuativo.
Prospettive e possibili evoluzioni: da Roma al futuro
Fedralog ha fissato martedì come termine di attesa per una risposta ufficiale. In caso di silenzio, la federazione ha dichiarato che la protesta potrà essere trasferita a Roma con l’obiettivo di portare il problema dei carburanti a livello nazionale. Nonostante le pressioni, Pansini ha ribadito che la manifestazione rimane pacifica e che non sono previsti blocchi. La decisione di intensificare l’azione dipenderà dall’efficacia delle trattative con le istituzioni e dalla capacità di mantenere alta l’unità tra camionisti, agricoltori e imprese locali.



