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Monumento ai Caduti di Nassirya a Reggio Calabria: una scultura per la gente

A Reggio Calabria, il 2026/06/03, è stato scoperto il monumento ai Caduti di Nassirya in Piazza Caduti di Nassirya sul Lungomare Genoese Zerbi: un'opera in bronzo firmata dall'Accademia di Belle Arti, accompagnata dall'inaugurazione della mostra 'Eroi quotidiani' al Museo Archeologico Nazionale. Presenti le autorità civili e militari tra cui Riccardo Sciuto e Clara Vaccaro.

Monumento ai Caduti di Nassirya a Reggio Calabria: una scultura per la gente

Il 2026/06/03 reggio calabria ha ospitato una cerimonia che ha unito memoria, arte e partecipazione civile: nella Piazza Caduti di Nassirya, sul Lungomare Genoese Zerbi, è stato inaugurato un nuovo monumento dedicato ai caduti di Nassirya e all’Arma dei Carabinieri.

L’opera, collocata sul waterfront cittadino, è stata scoperta alla presenza di autorità civili e militari e ha fatto da preludio all’apertura di una mostra storico-documentale al Museo Archeologico Nazionale. La giornata ha richiamato l’attenzione sulla relazione tra istituzioni e comunità.

Un monumento pensato per la città

La scultura in bronzo, intitolata “Per la gente, tra la gente”, rappresenta un carabiniere in alta uniforme che tende la mano a un ragazzino. L’opera è stata realizzata su progetto del professore Luigi Citarella con il contributo degli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria, unica in Italia dotata di un laboratorio di fonderia, e con la collaborazione dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria. L’artista ha voluto che la scultura fosse accessibile e inserita nel tessuto urbano, scelta che sottolinea l’intento di integrazione tra memoria e vita quotidiana.

Concetto e simboli

Secondo l’autore, il mantello del carabiniere si trasforma nella parte posteriore in un’ala, simbolo di protezione e di slancio verso il futuro. Dietro le due figure, elementi architettonici astratti evocano il caos e le sfide del mondo contemporaneo. L’utilizzo del bronzo e dell’acciaio corten unisce tradizione e contemporaneità, conferendo all’opera durata e dialogo con lo spazio pubblico.

La cerimonia istituzionale

Alla scopertura hanno partecipato il comandante della Legione Calabria, generale Riccardo Sciuto, la prefetta di Reggio Calabria, Clara Vaccaro, e il sindaco facente funzioni, Mimmo Battaglia, che nel suo ultimo giorno di mandato ha preso parte alla deposizione della corona d’alloro. Era presente anche il generale di brigata Cesario Totaro insieme ad altre autorità locali e rappresentanti dell’Associazione Nazionale Carabinieri.

Parole chiave del momento

Nel corso dell’intervento, il generale Sciuto ha ricordato che “Ogni monumento è memoria” e ha spiegato che l’opera non è collocata su un basamento: “È un monumento che cammina per terra. Non è su un basamento. Cammina sul terreno, in mezzo alla gente“. Con queste parole si è voluto rimarcare il valore partecipativo e non separato dell’opera rispetto alla comunità.

Memoria, dolore e speranza

La targa toponomastica dedicata ai Caduti di Nassirya è stata scoperta nello stesso momento: un gesto che ha riattivato il ricordo di un evento doloroso per la comunità nazionale. Il generale Sciuto ha evocato la complessità del ricordo, definendolo a tratti fisico per le vedove e i familiari coinvolti, ma anche necessario per preservare la memoria collettiva. Il capitano Gianfranco Aricò, ispettore regionale dell’Associazione Nazionale Carabinieri, ha sottolineato che il progetto era “un sogno che perseguivamo da vent’anni” e ha ricordato i caduti: “In ricordo di quei caduti, che dalla legione di appartenenza sono adesso nella legione dei cieli”.

Il gesto simbolico

La figura del carabiniere che porta la mano verso il bambino diventa cifra visiva di un rapporto di tutela: un’immagine che coniuga sicurezza e prossimità. Il vuoto tra le mani è stato interpretato come lo spazio delle possibilità future, uno spazio che deve essere costruito insieme tra istituzioni e cittadinanza.

Un percorso che prosegue

Al termine della cerimonia sul lungomare, la giornata si è trasferita al Museo Archeologico Nazionale per l’inaugurazione della mostra storico-documentale “Eroi quotidiani“, dedicata all’Arma dei Carabinieri. L’esposizione amplia il racconto dell’evento, trasformando l’inaugurazione in un itinerario tra memoria, arte e testimonianza civile, con l’obiettivo di nutrire la riflessione pubblica sul ruolo dell’Arma nella società.

La realizzazione del monumento e la sua collocazione nel waterfront rappresentano un contributo alla scena urbana di Reggio Calabria: un segno visibile che intreccia storia, istituzioni e cittadinanza, invitando chi passa in piazza a fermarsi, ricordare e custodire quella memoria collettiva.

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