Il Dossier Statistico Immigrazione 2026, realizzato da Idos in collaborazione con il Centro Studi Confronti e l’Istituto di Studi Politici “S. Pio V”, è stato presentato all’Università della Calabria in simultanea con Roma e altre regioni. L’evento, aperto dal professor Ercole Giap Parini, ha messo in luce i dati più recenti relativi alla presenza di cittadini stranieri nella Regione, fornendo una base concreta per il dibattito pubblico.
Durante la sessione introduttiva, Claudio Di Maio, referente regionale di Idos, ha sottolineato che la Calabria rimane “una terra di emigrazione”: più di 475.000 calabresi risultano iscritti all’anagrafe degli italiani all’estero, quattro volte gli stranieri presenti sul territorio. Alla luce di questi numeri, la crescita della popolazione straniera appare insufficiente a contrastare il deficit demografico, evidenziando la necessità di politiche più mirate.
Crescita della popolazione straniera e perdita demografica
Alla chiusura del 2025, la regione conta 110.463 cittadini stranieri, equivalenti al 6% della popolazione totale, segnando un incremento annuo del 4,8%. Tuttavia, nello stesso arco temporale, la Calabria ha registrato una diminuzione netta di 7.075 abitanti. Questi dati, pubblicati nel dossier, mostrano che, nonostante l’afflusso di nuovi residenti, la tendenza allo spopolamento rimane predominante e non viene compensata dal solo arrivo di stranieri.
Occupazione e settori di lavoro
Il nodo cruciale rimane l’occupazione. Il tasso di inserimento lavorativo tra gli stranieri si attesta al 44,4%, ben al di sotto del 62,9% registrato a livello nazionale. Una quota significativa, 39,9%, è impiegata nel settore agricolo, mentre 60,8% svolge mansioni non qualificate. Di Maio ha definito questa situazione una segregazione occupazionale che spende competenze e alimenta la precarietà, rendendo difficile una reale integrazione socio-economica.
Imprenditoria straniera e reti di accoglienza
Nel panorama imprenditoriale calabrese, le attività guidate da persone nate all’estero ammontano a 14.002 unità, pari al 7,8% del totale regionale, ma hanno subito un calo del 4,3% in un anno, mentre a livello nazionale registrano una crescita. Questo dato indica che, sebbene l’imprenditoria straniera rappresenti una risorsa, opera in un contesto più ostile rispetto al resto del Paese, dove avviare un’impresa risulta più agevole.
Accoglienza diffusa e integrazione scolastica
Un aspetto distintivo è la rete di accoglienza: su 7.493 persone accolte entro la fine del 2025, il 45,3% è inserito nella struttura Sai dei Comuni, rispetto alla media nazionale del 27,8%. Nell’ambito scolastico, gli studenti stranieri nati in Italia sono quasi raddoppiati (+95,4%) negli ultimi dieci anni, benché il numero totale di iscritti sia diminuito del 16,8%. Donatella Loprieno, delegata dell’Ateneo per gli studenti rifugiati, ha evidenziato l’importanza di questi risultati per favorire una partecipazione più ampia nella società.
Il dibattito conclusivo ha ribadito la necessità di considerare gli stranieri non più come oggetti di politiche di emergenza, ma come soggetti della partecipazione politica. L’invito di Di Maio a spostare l’attenzione verso un approccio più inclusivo rimane il filo conduttore per le future strategie regionali.



