Nel contesto dell’Operazione Ginestra, il sindaco di Catanzaro, Nicola Fiorita, ha lanciato un appello pubblico chiedendo la fine degli arresti domiciliari a carico del sindaco di Corigliano-Rossano, Flavio Stasi. L’intervento è stato inserito nei consueti “Pensieri della domenica”, dove Fiorita ha messo in evidenza il delicato equilibrio tra le funzioni amministrative e il potere di indagine della magistratura.
Stasi, soggetto a misura cautelare dal 28 ottobre, è stato posto agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico nell’ambito dell’inchiesta antimafia avviata dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro. Oggi, 2 novembre 2026, dovrà comparire davanti al giudice per le interrogatorio di garanzia, accompagnato dal suo legale, avvocato Mauro Mitidieri.
L’appello di Nicola Fiorita per la scarcerazione di Flavio Stasi
Fiorita ha sottolineato che la responsabilità di un amministratore pubblico include l’obbligo di sottoporsi a eventuali controlli giudiziari, ma ha evidenziato che “tra i rischi del mestiere non può esserci la privazione della libertà personale”. Secondo le informazioni disponibili, il sindaco di Catanzaro ritiene che le condizioni richieste per una misura restrittiva – ovvero gravi indizi di pericolo di fuga o di reiterazione del reato – non siano rispettate nel caso di Stasi.
Il capo della città calabrese ha definito Stasi “un giovane sindaco sempre in prima linea per la legalità” e ha invitato le autorità a proseguire con le indagini senza mantenere la restrizione della libertà personale: “Continuate ad indagare, ma liberate Flavio Stasi e restituitigli il suo ruolo a Corigliano-Rossano”.
Il caso Stasi: dalle accuse all’interrogatorio davanti al GIP
Le indagini si concentrano su un presunto scambio elettorale politico-mafioso legato alle elezioni amministrative del giugno 2024. La Procura ipotizza che Annibale Matalone, legato alla cosca di Rossano, abbia offerto sostegno elettorale a Stasi attraverso l’intermediazione di Vincenzo Curia, promettendo in cambio l’assunzione di Matalone e dei suoi familiari presso il Comune o enti collegati.
Le prove raccolte comprendono intercettazioni telefoniche tra Matalone e Curia e immagini di videosorveglianza che mostrano un incontro tra i due in prossimità del comitato elettorale. Non appare, però, alcuna registrazione di un incontro diretto tra Matalone e Stasi. Le promesse di assunzione non sarebbero state effettivamente realizzate, elemento che la difesa dovrà contestare durante l’interrogatorio.
Le altre personalità coinvolte
Il giorno dell’udienza, oltre a Stasi, verranno sentiti altri indagati: Santo Straface, assistito da Gianluca Serravalle; Marcello Pepe, difeso da Pasquale Di Iacovo; Sandro Sibarelli, rappresentato da Giuseppe Fioramante; e Antonio Mingrone, con l’avvocato Francesco Nicoletti. Alcuni dei precedenti arrestati domiciliari hanno scelto di non rispondere alle domande, una strategia che non implica ammissione di responsabilità.
La misura cautelare, decisa dal giudice per il 28 ottobre, ha interessato complessivamente 41 persone, di cui 24 sono state rinviate in carcere e 17 agli arresti domiciliari. L’intervento di Fiorita si inserisce in un dibattito politico più ampio, dove il principio della presunzione di innocenza resta saldo fino a una definitiva sentenza.



