Il 22 ottobre la cittadina di La.me? ha ospitato una solenne celebrazione per i 800 anni di San Francesco d’Assisi. La Santa Messa, presieduta dal vescovo Serafino Parisi si è svolta all’interno del santuario di Sant’Antonio luogo dove il santo aveva riparato il proprio spirito e dove oggi la comunità si riunisce per rinnovare il legame con la propria storia.
Durante l’omelia, il vescovo ha intrecciato la vita del frate con il concetto di fortificazione del santuario umano sostenendo che la vera ricostruzione di una città parte dal potenziamento delle relazioni tra le persone. Parole come “Pace e bene” hanno aperto il rito, mentre i fedeli hanno ascoltato una riflessione sul ruolo profetico di Francesco nella costruzione di una società più solidale.
Il messaggio di San Francesco sulla ricostruzione del ‘santuario umano’
Parisi ha ricordato come il Poverello di Assisi abbia accolto la lebbra allora non solo una malattia individuale ma anche un vero e proprio ostracismo sociale. La lebbra, infatti, costringeva il malato a suonare campane per avvisare la popolazione del proprio arrivo, impedendo qualsiasi forma di contatto. Francesco, vedendo in quel rifiuto un segno della vulnerabilità umana, ha scelto di avvicinarsi, dimostrando che la vera forza di una comunità nasce dal superamento dell’esclusione e dalla capacità di accogliere il diverso.
La lebbra come metafora della separazione sociale
Il vescovo ha citato il Siracide sottolineando come San Francesco, scavando un “pozzo grande come il mare”, abbia voluto impedire l’assedio della disperazione su un popolo che rischiava la caduta. La metafora del pozzo indica la necessità di creare fonti di speranza che, come l’acqua, possano nutrire la collettività e rafforzare il tessuto sociale. In questo senso, fortificare la città non significa erigere muri, ma costruire ponti di solidarietà.
Il ruolo delle istituzioni locali: fra’ Giovanni Loria e il sindaco Mario Murone
All’ingresso del santuario, i fedeli sono stati accolti dal Padre Guardiano Fra’ Giovanni Loria appena nominato responsabile pastorale della città, con il tradizionale saluto “Pace e bene”. Il sindaco Mario Murone ha poi letto invocazioni al Poverello, ribadendo l’impegno della pubblica amministrazione a valorizzare i valori di ospitalità e inclusione tipici della tradizione lametina.
Murone ha sottolineato che la “Magnifica Humanitas” deve guidare le politiche cittadine, ponendo al centro della gestione pubblica la dignità di ogni individuo, specialmente degli ultimi. Ha inoltre annunciato che, in collaborazione con la Pastorale per la Salute si svolgeranno iniziative presso la Biblioteca Comunale di Palazzo Nicotera in occasione della Giornata Mondiale della Salute Mentale, per promuovere il benessere psicologico come elemento fondamentale della coesione urbana.
Il Cantico delle creature: un inno ancora attuale
Nel contesto della celebrazione è stato ricordato il Cantico delle creature scritto da Francesco nel 1224 al convento di San Damiano. Questo poema, considerato la prima grande poesia della lingua italiana, loda il sole, la luna, l’acqua, il fuoco e la terra come fratelli e sorelle del Creato, invitando l’uomo a riconoscere ogni elemento come dono sacro.
L’anima del Cantico risuona con l’appello del vescovo a una vita “gioiosa” capace di creare relazioni belle e una “città vivibile”. La visione di Francesco, che trasforma il rispetto per il mondo naturale in un modello di solidarietà umana, si conferma un faro per le sfide contemporanee di crisi ecologica e frammentazione sociale.



