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Anniversario di 49 anni: ricordo dei carabinieri caduti a Monte Covello

Girifalco ricorda gli eroi caduti a Monte Covello 49 anni fa, con una messa e onori sul luogo del tragico incidente aereo.

Anniversario di 49 anni: ricordo dei carabinieri caduti a Monte Covello

Quasi cinque decadi dopo l’incidente che portò via la vita a sei membri dell’Arma dei Carabinieri, il piccolo borgo di Girifalco ha nuovamente acceso i riflettori su quella tragica giornata. Il 31 ottobre 1977 il volo AB 205, impegnato in una ricognizione contro la criminalità organizzata, scomparve dal radar, lasciando un vuoto indelebile nella memoria collettiva. Oggi, a 49 anni di distanza, una cerimonia solemne ha riunito autorità, parenti e popolazione locale per rendere omaggio ai caduti.

La messa nella chiesa di San Rocco

Il rito ha avuto inizio nella storica chiesa di San Rocco, dove i parroci Don Antonio De Gori e Don Paolo Calabretta hanno celebrato una messa commemorativa sotto la benedizione del cappellano militare della Legione Carabinieri “Calabria”, Don Vincenzo Ruggiero. Tra i presenti spiccavano il Comandante Interregionale Carabinieri “Culqualber”, Generale di Corpo d’Armata Claudio Domizi e il Comandante della Legione Carabinieri “Calabria”, Generale di Brigata Lorenzo Sabatino. La partecipazione di rappresentanti dell’Associazione Nazionale Carabinieri, del Dipartimento Aereo e Navale e del vicesindaco di Girifalco ha sottolineato l’importanza istituzionale dell’evento.

Discorsi e ricordi: il valore del sacrificio

Al termine del cortile sacro, il Generale Sabatino ha dedicato parole sincere al legame tra la comunità girifalcese e l’Arma. Ha evidenziato come la partecipazione numerosa dei cittadini dimostri un legame profondo, nato dal rispetto per il sacrificio dei sei carabinieri: Generale di Corpo d’Armata Enrico Mino, Colonnello Francesco Friscia, Tenente Colonnello Luigi Vilardo, Tenente Colonnello Francesco Sirimarco, Tenente Francesco Cerasoli e Brigadiere Costantino Di Fede. Il generale ha ricordato che la missione era finalizzata a ricognizioni sui territori controllati dalla ’ndrangheta, un compito pericoloso ma imprescindibile per la sicurezza della regione.

Onori sul versante di Monte Covello

Dopo la liturgia, i partecipanti si sono spostati verso il luogo dell’evento, l’area di Monte Covello, in località Rimitello. Lì, un monumento eretto sul sito della tragedia ha ricevuto due corone d’alloro deposte dalle autorità e dai familiari. Il gesto ha voluto simbolizzare il ricordo eterno e la gratitudine verso chi ha perduto la vita nell’adempimento del proprio dovere. La presenza di civili, militari e funzionari ha conferito al rito una carica emotiva particolare, testimone della volontà di non dimenticare.

Il tragico volo AB 205 del 31 ottobre 1977

Il pomeriggio del 31 ottobre 1977, poco dopo le 15:00, il contatto radio con l’elicottero AB 205 si interruppe improvvisamente. A bordo c’erano il Generale Mino, impegnato a visitare di persona le aree dove operavano le cosche della ’ndrangheta, e i suoi collaboratori di alto rango. L’elicottero stava sorvolando i territori di Rosarno, Taurianova e reggio calabria, zone note per i sequestro di persona e altre attività criminali. La nebbia fitta e le condizioni meteorologiche avverse contribuirono al disastro, che si concluse con la caduta dell’aereo sui pendii est di Monte Covello.

Missione contro la ’ndrangheta

Lo scopo della missione era quello di effettuare una ricognizione strategica per comprendere meglio le dinamiche operative della ’ndrangheta, allora particolarmente attiva nei rapimenti. Il Generale Enrico Mino aveva deciso di partecipare personalmente per valutare i rischi e per dimostrare la determinazione dell’Arma a contrastare la criminalità organizzata. La perdita di tutti gli occupanti dell’elicottero ha rappresentato un duro colpo, ma ha anche rafforzato la determinazione delle forze dell’ordine nel proseguire la lotta contro le reti mafiose.

Questa commemorazione, pur rinnovando il dolore di un passato segnato da tragedia, si è trasformata in un momento di coesione sociale. Il ricordo dei sei carabinieri è diventato simbolo della dedizione e del coraggio necessari per difendere la legalità in Calabria. Girifalco, con la sua partecipazione attiva, ha dimostrato che la memoria dei caduti è ancora viva, pronta a ispirare le nuove generazioni di militari e cittadini.

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