Il Vigorito ha ospitato una delle partite più attese della giornata di Serie B, con il Benevento pronto a difendere il proprio primato in zona playoff contro il Catanzaro, che lottava per riconquistare la continuità dopo la pesante sconfitta 3-0 ad Arezzo. Entrambe le compagini avevano in programma un confronto tattico: da una parte il soggetto di casa, guidato da Giorgio Gorgone, dall’altra il recente arrivo di Michele Mignani, chiamato a ridare slancio alla squadra calabrese. L’atmosfera era carica di tensione, ma il vero drama si è consumato pochi minuti prima del fischio d’inizio.
Incidente di Gabriel Arditi e ritardo di 13 minuti
All’ingresso in panchina, l’attaccante del Catanzaro, Gabriel Arditi, classe 2006, è scivolato sulla scala del settore tecnico, colpendo la testa contro il bordo metallico. Il medico di squadra è intervenuto immediatamente, valutando la situazione con tranquilla professionalità. Sebbene non siano emersi sintomi preoccupanti, gli esami in loco hanno richiesto qualche minuto, facendo slittare il calcio d’inizio di 13 minuti. In segno di precauzione, il centrocampista Franck Tchaouna è stato portato in panchina, sostituendo il compagno finché non si sono chiarite le condizioni di Arditi, che ha poi ricevuto il via libera per continuare gli allenamenti.
Il debutto di Michele Mignani e il pareggio 1-1
La gara, avviata finalmente, ha mostrato subito la difficoltà del Catanzaro nella prima mezz’ora: il Benevento è riuscito a mettere pressione e, al 23’, ha guadagnato un vantaggio su rigore grazie a Salvemini. Il risultato sembrava definitivo, ma il nuovo allenatore, Michele Mignani, ha cercato di ribaltare la situazione, spingendo i giocatori a reagire. A poco più di un’ora di gioco, Nicolò Buso ha regalato al Catanzaro il pareggio, facendo esplodere il Vigorito al 92’. L’1-1 finale è stato accolto come un risultato meritato, soprattutto considerando che la squadra calabrese si trovava al quinto posto, a ridosso dei playoff, e aveva appena subito una pesante sconfitta fuori casa.
Le prime impressioni di Mignani sulla squadra
Nel post-match, Mignani ha sottolineato la necessità di tempo per imprimere la propria identità tattica: «Nei primi trenta minuti abbiamo faticato, ma poi la squadra è cresciuta». Ha elogiato la disponibilità dei giocatori, descrivendo il loro atteggiamento come determinado a dimostrare le tre linee guida fissate per la partita. Il tecnico ha inoltre riconosciuto che, con un solo giorno e mezzo di lavoro, non era possibile riscrivere la cultura del club, ma ha considerato il pareggio un buon punto di partenza per costruire continuità nelle prossime sfide.
Il confronto padre-figlio sul campo
Un elemento davvero singolare della serata è stato l’incontro diretto tra Michele Mignani e suo figlio, calciatore del Benevento. Il padre ha definito la sfida «un sogno»: «Era un nostro sogno trovarci sul campo da avversari, soprattutto in Serie B». Il giovane ha dimostrato grande impegno, cercando di portare il risultato al proprio club, ma il pareggio ha lasciato entrambi con la sensazione di aver condiviso un momento unico, allo stesso tempo professionale e personale.
Guardando al futuro, le ambizioni del Catanzaro restano alte: consolidare la posizione tra i primi cinque, rafforzare la difesa e tradurre la resilienza mostrata contro il Benevento in risultati più consistenti. Per il Benevento, la lezione è chiara: non sottovalutare mai un avversario appena riassegnato, soprattutto quando il nuovo tecnico dimostra di saper motivare i suoi giocatori. Entrambe le squadre usciranno da questa partita con nuovi spunti tattici, mentre i tifosi attendono il prossimo capitolo della stagione di Serie B.



