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Calenda critica i ritardi del governo durante le proteste a Vibo Valentia

Calenda denuncia i ritardi del governo e propugna una riforma fiscale per abbattere i costi del carburante

Calenda critica i ritardi del governo durante le proteste a Vibo Valentia

Il 23 ottobre 2026, nel contesto del Festival del Sud a Vibo Valentia, il presidente di Azione Carlo Calenda ha preso la parola per commentare le proteste degli autotrasportatori e degli agricoltori calabresi. Le manifestazioni, caratterizzate da blocchi stradali, hanno paralizzato importanti arterie di trasporto, suscitando reazioni contrastanti nella popolazione. Calenda ha riconosciuto le difficoltà economiche alla base delle proteste, ma ha rimarcato che il metodo adottato penalizza soprattutto le persone più vulnerabili.

Calenda riconosce le ragioni della protesta ma condanna i blocchi

Secondo Calenda, la richiesta di cari carburanti e i costi operativi in aumento giustificano il malcontento dei camionisti e degli agricoltori. Tuttavia, ha precisato che i blocchi stradali creano disagi per la cittadinanza, penalizzando soprattutto gli utenti più fragili, come i pendolari e i pazienti in emergenza. Comprendere le cause non equivale a approvare le modalità di pressione, ha sottolineato, invitando a forme di protesta che non interrompano la vita quotidiana.

Aiuti governativi: cinque mesi di attesa e procedure complicate

Il leader di Azione ha puntato il dito contro l’operato dell’ esecutivo, definendo gli interventi di sostegno insufficienti e arrivati in ritardo. Tra la pubblicazione del decreto legge e l’entrata in vigore dei decreti attuativi sono trascorsi cinque mesi, un lasso di tempo giudicato troppo lungo per settori che dipendono dal prezzo del carburante. Calenda ha evidenziato la complessità del credito d’imposta in compensazione F24, considerato poco praticabile dalle imprese, e ha segnalato che i fondi destinati all’acquisto di nuovi mezzi non sono ancora operativi.

Le difficoltà burocratiche al centro della critica

L’insistenza su strumenti tecnici poco comprensibili ha rallentato l’accesso ai sostegni economici proprio quando le aziende avevano bisogno di liquidità immediata. Per un autotrasportatore, ogni giorno di attesa equivale a un aumento netto dei costi, rendendo gli aiuti tardivi quasi inutili.

Una proposta di finanziamento alternativa: un euro in più sulle sigarette

Di fronte all’inefficacia delle misure in corso, Calenda ha avanzato una soluzione strutturale: innalzare di un euro il prezzo delle sigarette per destinare le entrate aggiuntive alla riduzione delle accise sui carburanti. Secondo le sue stime, tale operazione genererebbe circa tre miliardi di euro, sufficienti a ridurre sensibilmente il prezzo di benzina e gasolio per il settore dei trasporti, della pesca e dell’agricoltura.

Ostacoli politici alla proposta

Calenda ha accusato Forza Italia di aver bloccato l’iniziativa per pressioni di lobby, nonostante la presidente del Consiglio Giorgia Meloni l’avesse inizialmente accettata. L’affermazione sottolinea le tensioni interne alla maggioranza di governo e il ruolo delle dinamiche partitiche nella definizione delle politiche economiche.

Critiche a Matteo Salvini e avvertimenti su possibili infiltrazioni mafiose

Il discorso si è concluso con una dura condanna al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini. Calenda ha dichiarato che quando c’è una crisi non bisogna affidarne la gestione a lui, citando i problemi emersi sull’ Alta velocità da quando è in carica. Inoltre, ha invitato alla prudenza riguardo le supposizioni di infiltrazioni della ‘ndrangheta nelle proteste, chiedendo prove concrete da parte delle forze di polizia prima di formulare accuse.

Richiesta di elementi probatori concreti

Secondo il leader di Azione, è fondamentale basare ogni accusa su riscontri effettivi delle autorità investigative, evitando di alimentare sensazionalismi senza fondamento.

Il dibattito acceso a Vibo Valentia evidenzia la tensione tra le esigenze immediate di settori produttivi colpiti dal cari carburanti e le modalità di intervento del governo. Mentre le proteste continuano a scuotere la calabria, la sfida rimane quella di trovare risposte rapide, trasparenti e realmente efficaci per sostenere le imprese senza compromettere la mobilità dei cittadini.

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