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Presidi agricoltori a Falerna e dintorni non si spengono

Agricoltori calabri mantengono i blocchi agli svincoli mentre i tir riprendono il traffico, tra azioni di polizia e nuovi provvedimenti governativi.

Presidi agricoltori a Falerna e dintorni non si spengono

Il blocco dei tir è stato ufficialmente revocato nelle regioni più colpite dalla protesta, ma la situazione rimane tesa in Calabria. Il Movimento Territorio e Agricoltura, guidato da Matteo Talarico, ha infatti deciso di proseguire con i presidi pacifici su diversi svincoli, chiedendo la partecipazione anche di trasportatori delusi, imprese e cittadini.

Presidi agricoltori: da Falerna a Spezzano Albanese

Gli agricoltori hanno stabilito punti di pressione a Falerna (Catanzaro), Castrovillari, San Marco Argentano e Spezzano Albanese. Nella comunicazione diffusa sui social, Talarico ha dichiarato: “Invitiamo i trasportatori delusi, le imprese e la cittadinanza tutta a venirci a trovare nei nostri presidi pacifici… Avanti Tutta!”. Nonostante il sblocco incomprensibile di Fedralog, il Movimento insiste, sottolineando che la rinuncia dei blocchi da parte dei camionisti non si traduce automaticamente in una risoluzione della crisi dei prodotti freschi nei supermercati calabresi.

Reazioni dei consumatori e dei distributori

Il delicato equilibrio tra approvvigionamento e domanda è testato: molte attività commerciali, soprattutto nei centri urbani di Calabria, attendono il ritorno di prodotti freschi sugli scaffali. Alcuni distributori hanno segnalato scarsità di carburante negli ultimi giorni, una conseguenza diretta delle interruzioni di traffico provocate dai presidi.

Operazione delle forze dell’ordine: identificazioni e sanzioni

Il Viminale ha ordinato, nella notte del 21 ottobre, la messa a disposizione di 500 mezzi di trasporto esclusivamente in Campania, per garantire il regolare svolgimento di carichi e scarichi. Parallelamente, il Ministero dell’Interno ha lanciato un’azione a tappeto per identificare le presenze illegali che intralciano la circolazione. Sono stati 1.339 identificati, 71 denunciati e 242 sanzionati a livello amministrativo.

In Campania, il nodo dell’A1 a Casoria è rimasto bloccato, mentre sono stati segnalati rallentamenti su Asse Mediano e Domiziana. A Caianello, epicentro della protesta, la Polizia di Stato ha riconosciuto più di 1.000 autotrasportatori coinvolti, intervenendo anche quando un camionista ha minacciato di appiccarsi una tanica di benzina; l’europarlamentare Fulvio Martusciello è intervenuto per dissuaderlo.

Risposte istituzionali: misure per il settore trasporti

Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) ha annunciato nuovi provvedimenti in vista del Consiglio dei ministri del 22 ottobre. Tra le iniziative previste vi sono il ristoro per il caro gasolio, la sospensione dei canoni di leasing per i veicoli commerciali e la digitalizzazione della lettera di vettura. Il ministro Matteo Salvini e il vice ministro Edoardo Rixi hanno sottolineato l’attenzione rivolta ai piccoli operatori e a chi è stato escluso dalle misure europee.

Nel frattempo, a Gela, lungo la statale 117 bis, gli autotrasportatori hanno deciso di mantenere il proprio presidio, dichiarando che gli annunci di accordi sarebbero stati “del tutto falsi”. Essi hanno ribadito la necessità di concreti risparmi sul prezzo del gasolio, sostenendo che i fondi promessi non sono stati ancora erogati.

Le autorità continuano a monitorare la situazione, pronti a intervenire sia con misure di ordine pubblico sia con politiche economiche volte a contenere l’effetto del caro carburante sul territorio nazionale.

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