La Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, con il sostituto procuratore Veronica Calcagno ha chiuso le indagini che riguardano 54 persone indagate per reati legati a frodi, riciclaggio e turbativa d’asta. L’operazione, già accompagnata a settembre da 5 misure cautelari disposte dal gip distrettuale Andrea Odierno, ricostruisce un presunto sistema che avrebbe usato società intestate fittiziamente per partecipare sistematicamente a procedure pubbliche e aste giudiziarie.
La presunta organizzazione e la base operativa a Caraffa di Catanzaro
Secondo le contestazioni, il gruppo sarebbe stato strutturato come un’associazione a delinquere con metodo mafioso: una base logistica nella sede della CDR srl a Caraffa di Catanzaro, una cassa comune e una contabilità riportata su un libro giallo tenuto negli uffici. Le indagini descrivono l’uso di società di persone e di capitale nel settore immobiliare e delle aste, nonché l’impiego di intestatari fittizi — coniugi, compagne e prestanome — per ottenere contributi pubblici a fondo perduto nel comparto agricolo.
Ruolo delle società e meccanismo dei contributi Pac
Le imprese coinvolte, indicate tra gli altri nomi come CRD Immobiliare e GRD sarebbero state impiegate per monopolizzare bandi e ottenere i fondi della Politica Agricola Comune. Le accuse includono truffa aggravata in materia di politiche agricole, trasferimento fraudolento di valori, riciclaggio e autoriciclaggio. Il metodo descritto dagli inquirenti prevedeva l’acquisto o la gestione di terreni intestati a prestanome da usare poi nelle domande di contributo.
I tre presunti vertici e i loro compiti
Tra i soggetti segnalati come vertici emergono alcuni nomi con ruoli specifici: Danilo Abramo indicato come amministratore di fatto di diverse imprese, accusato di dirigere aste truccate, raccogliere liquidità e curare la contabilità sul libro gialloGennaro Pierino Mellea descritto come ideatore e finanziatore del sistema delle truffe PAC, con la responsabilità di individuare prestanome e finanziare acquisti di terreni; e Roberto Mercurio ritenuto amministratore di fatto di CRD Immobiliare e GRD srl e indicato quale interlocutore con investitori esteri e famiglie locali che avrebbero finanziato l’attività. Tra le attività contestate figura anche il trasporto di contanti dall’estero, con una movimentazione di 120 mila euro portati in Germania secondo le ipotesi accusatorie.
Altri ruoli: tecnici, professionisti e prestanome
Nel quadro investigativo trovano spazio figure come l’avvocato Concetta Nunnari indicata come finanziatrice e organizzatrice, e il tecnico agronomo Giorgio Amelio cui sarebbe spettato il compito di redigere e verificare le domande di contributo. Anche commercialisti e intestatari fittizi con ruoli operativi vengono menzionati: Giovanni Lippelli e Adriano Dara sono tra i nomi segnalati per attività di supporto amministrativo e per la gestione delle pratiche sul SIAN e dei bonifici Agea.
I partecipi, i territori e i presunti legami con le cosche
La Dda segnala una rete di prestanome che avrebbero eseguito disposizioni dei vertici: tra questi figurano persone formalmente intestatarie di aziende agricole e immobili in Calabria e Toscana, impiegate per ottenere contributi e per la partecipazione alle aste. L’indagine evidenzia inoltre presunti rapporti con famiglie criminali locali, che avrebbero garantito protezione e consentito l’impiego dei proventi illeciti in investimenti immobiliari: tra le famiglie citate compaiono riferimenti alle dinamiche criminali di aree del Vibonese, del Crotonese e del Reggino.
Parti offese e diritto alla difesa
Tra le parti offese individuate figurano il Comune di Catanzaro il ministero dell’Interno il ministero della Giustizia il ministero dell’Economia e delle Finanze e ARCEA. Gli indagati, assistiti da un collegio di difensori, avranno venti giorni per depositare memorie, chiedere di essere ascoltati e esercitare il diritto di difesa: al termine di questa fase la Dda potrà chiedere archiviazione o il rinvio a giudizio, nel rispetto del principio di non colpevolezza.
La lista degli indagati include nominativi e comuni di residenza che vanno da Catanzaro a Tropea da Cutro a Melicucco passando per Gioia Tauro con persone note come imprenditori, professionisti e intestatari fittizi. L’elenco completo dei 54 nomi è parte integrante dell’avviso di conclusione indagini notificato dalla Dda.



