20 ottobre 2026 🌤 20°

Minorenni e violenza: arresti obbligatori e rimpatri proposti dalla Lega

Il Veneto in prima linea contro i giovani violenti con nuove sanzioni, cauzioni e misure preventive

Minorenni e violenza: arresti obbligatori e rimpatri proposti dalla Lega

Recenti episodi di saccheggio e vandalismo hanno coinvolto città come Treviso, Verona e Milano, lasciando un bilancio di danni, feriti e centinaia di arresti. Le autorità hanno dovuto affrontare la presenza di gruppi di giovani, anche minorenni, che hanno trasformato manifestazioni pacifiche in scenari di caos.

Lega e governo regionale: proposte per un duro inasprimento

Il sottosegretario alla Giustizia Andrea Ostellari ha illustrato una serie di misure volte a rafforzare la risposta penale. Tra le proposte spicca l’arresto obbligatorio in flagranza differita per i reati più gravi commessi durante le manifestazioni, esteso ai minori di 14 anni. Per i più giovani, di 12-13 anni, è previsto un ammonimento del questore accompagnato da una sanzione pecuniaria a carico dei genitori, i quali dovranno anche rifondere i danni arrecati.

Rimpatri rapidi per minori stranieri non accompagnati

Un’altra linea d’attacco riguarda i minorenni stranieri coinvolti in reati gravi: la Lega vuole introdurre procedure accelerate per il rimpatrio volontario assistito e il ricongiungimento familiare nel Paese d’origine. Parallelamente, Ostellari ha proposto l’instaurazione di una cauzione per le manifestazioni a rischio destinata a coprire eventuali danni materiali.

Infine, la normativa vigente sulla perdita dei benefici sociali, come l’assegno unico, dovrebbe essere estesa ai benefici comunali, inclusa la casa, per chi partecipa a comportamenti distruttivi.

Intervento del governo regionale: disciplina, riparazione e prevenzione

Il presidente della Regione Veneto Alberto Stefani ha dichiarato una politica di “tolleranza zero” contro i violenti, evidenziando che la risposta non può limitarsi al solo castigo. Un protocollo già attivo con l’Ufficio scolastico regionale prevede percorsi di riparazione dei danni commessi nelle scuole, attraverso lavori di utilità pubblica come la pulizia di bagni e la rimozione di graffiti.

Patti di corresponsabilità per le famiglie

Fuori dall’ambito scolastico, la regione collabora con l’ANCI per far firmare ai genitori dei Patti di corresponsabilità. In caso di danni a panchine, monumenti o altri beni pubblici, i genitori devono risarcire, mentre i ragazzi sono tenuti a svolgere attività di pulizia delle strade o svuotamento di cestini, restituendo così disciplina alla collettività.

Per potenziare la prevenzione, il Veneto ha finanziato campi formativi con gli alpini e sta ampliando le opportunità verso la Protezione civile e le associazioni per disabili. Un progetto digitale, in preparazione per il 2027, prevede incontri nei comuni per educare i giovani al corretto uso dei social network, con una proposta di legge regionale che mira a limitare l’accesso ai media digitali per i più piccoli.

Reazioni a livello nazionale e dati degli scontri

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha condannato le “violenze inaccettabili” e ha espresso piena solidarietà ai quasi 200 agenti feriti negli scontri. Ha invitato a una “analisi intelligente e approfondita” per individuare le cause di questi fatti.

Le cifre di Milano e il richiamo di Luca Zaia

Il presidente del Consiglio regionale del Veneto, Luca Zaia, ha presentato una proposta di legge definita “chi rompe paga”. Nei due giorni di disordini a Milano sono stati registrati 343 accompagnamenti in questura, di cui almeno 220 per minorenni; 32 arresti, 23 dei quali sotto i 18 anni. Zaia chiede che le famiglie dei giovani perpetratori siano tenute a rispondere economicamente dei danni, arrivando anche al sequestro dei beni in casi estremi. Il presidente ha inoltre sottolineato il fenomeno dei “maranza” in Veneto, temendo una diffusione simile di violenza al di fuori della Lombardia.

Le proposte di Salvini di inviare 500 militari a Milano e di introdurre reati di danneggiamento aggravato e arresti differiti entro 48 ore mostrano la volontà del governo di rafforzare l’ordine pubblico. Tuttavia, esperti come l’ex capo della Polizia Franco Gabrielli mettono in dubbio l’efficacia di un continuo ricorso a norme penali senza una valutazione dei risultati dei precedenti decreti sicurezza.

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