17 Ottobre 2026 ☀ 14°

Autotrasportatori di Crotone bloccano la Statale 106 contro il rincaro del gasolio

I camion di Crotone stoppano la Statale 106: il caro gasolio minaccia il futuro delle imprese di trasporto

Autotrasportatori di Crotone bloccano la Statale 106 contro il rincaro del gasolio

Il 17 ottobre, una schiera di camion e trattori si è schierata lungo la Statale 106 nei pressi dell’aeroporto di Isola Capo Rizzuto, per manifestare contro l’impennata del prezzo del gasolio. L’azione, guidata da operatori di Crotone e dei comuni limitrofi, ha trasformato la arteria principale in un palcoscenico di protesta, facendo emergere una delle più vive tensioni del settore dei trasporti nella regione calabrese.

Solo una corsia è rimasta aperta al traffico automobilistico, garantendo una circolazione più lenta ma comunque fluida. I manifestanti, con cartelli e microfoni, hanno sottolineato che la loro lotta non riguarda solo le loro imprese, ma l’intera economia locale: “se ci fermiamo noi si ferma il Paese” ha dichiarato uno dei partecipanti, evidenziando il legame tra il caro carburante e il rischio di chiusure aziendali.

Blocco sulla Statale 106 e dichiarazioni dei manifestanti

Gli autotrasportatori hanno spiegato che l’aumento incontrollato del gasolio rende insostenibile la gestione quotidiana dei mezzi. Oltre al prezzo del carburante, hanno citato il rincaro dei pedaggi le spese di manutenzione e la difficoltà di reperire credito bancario. “Le banche ci chiudono le porte, le società di leasing stanno venendo a prendere i trattori e i camion. Siamo finiti”, ha ribadito un titolare del settore, descrivendo una spirale di debiti che mette a rischio anche le attività agricole collegate.

Impatto economico sui trasportatori

Costo del viaggio Milano-Crotone

Un imprenditore ha illustrato il divario tra i costi di un anno fa e quelli attuali per la tratta Milano-Crotone (andata e ritorno). In precedenza, il pieno di gasolio costava tra 1.300 e 1.500 euro, consentendo un margine settimanale di circa 300 euro dopo aver sottratto assicurazione, gomme e pedaggi. Oggi, lo stesso viaggio richiede circa 2.600 euro di carburante, a cui si aggiungono pedaggi di 350-400 euro, oneri contributivi per gli autisti e l’aumento dei prezzi di pneumatici e ricambi. Il risultato: un profitto settimanale che scende a soli 100-150 euro per un mezzo dal valore di 200 mila euro.

Altri oneri: leasing, manutenzione e credito

Oltre al rincaro del carburante, le imprese subiscono la pressione dei leasing che minacciano di riprendere camion e trattori in caso di mancati pagamenti. La mancanza di liquidità è aggravata dal fatto che i rimborsi delle accise vengono erogati con ritardi di sessanta giorni o più, lasciando le aziende a dover anticipare l’intero importo del rifornimento. Questo meccanismo, definito da molti come una tassa sulle tasse impedisce una gestione efficace della cassa aziendale.

Le richieste al governo

Cancellazione delle accise e prezzo calmierato

Di fronte a questa crisi, i transportatori chiedono l’abolizione totale delle accise sul gasolio o, in alternativa, l’instaurazione di un prezzo calmierato riservato al settore. L’obiettivo è ridurre l’onere dei costi operativi e garantire la continuità delle consegne di merci su tutto il territorio nazionale. La richiesta trova eco anche in altre zone della Calabria, dove categorie produttive lottano contro l’aumento dei costi energetici.

Problemi di liquidità e tempi di rimborso

Gli operatori evidenziano che il rimborso delle accise che dovrebbe ammontare a 19-20 centesimi per litro, arriva solo dopo lunghi iter burocratici, creando un divario di liquidità quasi insormontabile. La speranza è che le autorità interveniscano con misure rapide, evitando che la mancanza di fondi obblighi le imprese a ricorrere a prestiti costosi o a cedere i propri mezzi a società di leasing.

Nel frattempo, Klaus Algieri, presidente di Confcommercio Calabria ha invitato a mantenere la calma, sottolineando che eventuali rallentamenti nella distribuzione non devono generare allarmismi diffusi. Algieri ha ribadito l’importanza di mitigare la pressione dei prezzi per proteggere sia le imprese sia le famiglie, auspicando un dialogo costruttivo tra le parti.

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