Le notizie di ottobre hanno portato un profondo senso di perdita nelle comunità scolastiche di due città calabresi e piemontesi. Aldo Romagnino, preside storico di Catanzaro, e Franco Comino, dirigente dell’Istituto Tecnico Baruffi di Mondovì, sono venuti a mancare quasi nello stesso periodo, lasciando un’eredità di impegno, rispetto e innovazione educativa.
Addio al preside Aldo Romagnino a Catanzaro
Il preside Aldo Romagnino è stato per più di trent’anni la guida morale e organizzativa di numerose generazioni di studenti e docenti nella provincia di Catanzaro. La sua dedizione, descritta come umana e rigorosa ha contribuito a trasformare l’istituto in un punto di riferimento culturale per la regione. La famiglia ha comunicato che la camera ardente è aperta dal sabato 3 ottobre, ore 13:00, presso la Casa Funeraria Infinity. L’ultimo saluto avverrà domenica 4 ottobre alle ore 16:00 nella Chiesa Nuova di Mater Domini, dove la comunità potrà raccogliere il suo ricordo.
Dettagli funebri e ringraziamenti
Nel comunicato di lutto, la moglie Gerarda, le figlie Maira e Ilenia, insieme ai rispettivi consorti, i fratelli Ferruccio e Francesco e gli altri parenti, hanno espresso gratitudine a chi parteciperà alla preghiera, chiedendo di evitare visite a domicilio. Il cordoglio si è diffuso rapidamente nei corridoi scolastici: insegnanti, ex alunni e amministratori hanno ricordato la figura di Romagnino come colonna portante di una scuola aperta al dialogo e al rispetto delle diversità.
Il ricordo di Franco Comino, storico preside del Baruffi di Mondovì
Nel nord-ovest, Franco Comino è stato al timone dell’Istituto Tecnico Baruffi per dodici anni, fino al pensionamento nel 1994, e ha continuato a collaborare con l’istituzione fino alla sua morte, avvenuta venerdì 2 ottobre all’età di 86 anni. La sua filosofia educativa si fondava sul rispetto rigoroso delle regole e su una formazione professionale strettamente legata al mondo del lavoro. Le imprese locali, tra cui la Ferrero, hanno spesso partecipato a progetti di tirocinio, permettendo agli studenti di applicare le conoscenze in contesti reali.
Aneddoti sportivi e vita al di fuori della scuola
Comino era noto anche per il suo spirito avventuroso: nel 2015, durante le celebrazioni per i 150 anni del Baruffi, raccontò di aver raggiunto la scuola con gli ski da fondo in una notte di forte nevicata, solo per scoprire che il bidello era già lì. L’amore per la montagna lo ha accompagnato anche come istruttore di scherma e direttore del Centro CONI Olimpia di Mondovì, nonché presidente del Coreco cittadino. Un ricordo personale fu la scoperta della futura moglie nei corridoi dell’istituto, segno di come la sua vita privata si intrecciava con quella professionale.
L’eredità formativa del preside Comino
Tra i risultati più significativi, la creazione di collaborazioni con i comuni per affidare progetti concreti a studenti di geometri, promuovendo una responsabilizzazione pratica. Il suo approccio prevedeva la presenza costante del dirigente all’entrata e all’uscita della scuola, per accogliere gli alunni e verificare che la disciplina fosse mantenuta. Questa “presenza attiva” è diventata una sorta di “firma” del suo operato, ricordata ancora oggi da docenti e ex alunni.
Un vuoto difficile da colmare
Le due scomparse, seppur avvenute in contesti geografici diversi, mostrano un filo conduttore: la figura del preside come “pilastro” della comunità educativa. In entrambi i casi, la perdita è stata subito seguita da un’ondata di ricordi, testimonianze e ringraziamenti, che evidenziano quanto il loro lavoro abbia superato i confini delle aule per influenzare famiglie, imprese e istituzioni locali. Il futuro delle scuole di Catanzaro e Mondovì dovrà ora confrontarsi con la sfida di mantenere viva una tradizione di eccellenza e impegno umano tramandata da questi due grandi educatori.



