20 Settembre 2026 ☁ 21°

Drone termico trova escursionista nel Pollino

Un escursionista smarrito nel Pollino è stato localizzato da un drone termico e portato in salvo grazie a una rapida operazione congiunta.

Drone termico trova escursionista nel Pollino

Nel tardo pomeriggio di ieri due amici, entrambi residenti nella provincia di Cosenza, hanno iniziato un’escursione sul versante calabrese del Parco Nazionale del Pollino. Il più giovane, di 50 anni, aveva programmato di dormire in tenda presso la sorgente del Vascello (circa 1.640 metri sul livello del mare), mentre il compagno di 55 anni ha deciso di tornare a valle da solo. Dopo aver percorso poche centinaia di metri di discesa, l’escursionista più anziano ha perso l’orientamento, avventurandosi nel fitto bosco secolare della Fagosa e scivolando lungo un pendio impervio.

Il percorso accidentato gli ha procurato lievi escoriazioni, ma è riuscito a raggiungere la radura di Fontana di Ratto, situata a circa 1.400 metri di quota. Qui, ormai ormai immerso nell’oscurità, ha dovuto attendere i soccorsi. L’allarme è stato lanciato dalla moglie, preoccupata per il mancato ritorno del marito. La segnalazione è pervenuta ai Carabinieri della Compagnia di Corigliano Rossano, i quali hanno immediatamente informato la Stazione Pollino del Soccorso Alpino e Speleologico calabrese.

Allarme della moglie e avvio delle ricerche

Appena ricevuta la denuncia, i Carabinieri hanno coordinato l’intervento con il Soccorso Alpino che ha inviato una prima unità rapida. Gli operatori hanno localizzato l’automobile dell’escursionista all’inizio del sentiero, confermando che l’uomo non era più in viaggio. Parallelamente, due squadre di terra, supportate anche dai Vigili del Fuoco hanno iniziato le ricerche nelle aree più avverse, dove la vegetazione e il terreno rendevano difficile il progresso. La notte avanzava, rendendo l’operazione più complessa.

Intervento del Soccorso Alpino e utilizzo del drone

Di fronte alla scarsa visibilità, la squadra SAPR (Sistemi Aeromobili a Pilotaggio Remoto) del Soccorso Alpino ha deciso di impiegare un drone dotato di una termocamera di ultima generazione. Il velivolo ha sorvolato la zona di Fontana di Ratto, rilevando la firma termica dell’escursionista. Grazie alle coordinate precise fornite dal drone, le squadre di terra sono state in grado di dirigersi direttamente verso il punto esatto, riducendo notevolmente i tempi di risposta.

La tecnologia della termocamera

La termocamera ha permesso di distinguere il calore corporeo dell’uomo dal background della foresta, anche in condizioni di scarsa luce. Questo dispositivo, combinato con l’esperienza dei volontari, ha dimostrato come la tecnologia avanzata possa salvare vite umane in ambienti remoti. Il drone ha inviato in tempo reale le immagini al centro operativo, consentendo un coordinamento efficace tra le varie forze coinvolte.

Ritrovamento e assistenza dell’escursionista

Arrivato sul posto a bordo di un mezzo fuoristrada, il team di soccorso ha trovato l’uomo in buona salute relativa, nonostante la stanchezza e le escoriazioni riportate durante la caduta. Un tecnico sanitario del Soccorso Alpino ha provveduto a medicare le ferite, applicando bende sterile e monitorando i segni vitali. Dopo una rapida verifica, l’escursionista è stato imbarcato e condotto a valle, dove è stato ricongiunto con la moglie e gli altri familiari.

Questo episodio sottolinea l’importanza della preparazione e della tempestiva collaborazione tra enti di pubblica sicurezza e l’impiego di strumenti tecnologici all’avanguardia. Grazie al drone termico e alla prontezza degli operatori, un potenziale caso di emergenza si è risolto senza conseguenze gravi, dimostrando che anche in ambienti difficili come il Parco Nazionale del Pollino la vita può essere salvata con una risposta coordinata e innovativa.

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