18 Ottobre 2026 ☀ 16°

Violenza nelle carceri di Catanzaro e Genova: agenti vittime e imputati

Due episodi di violenza penitenziaria, a Catanzaro e a Genova, riaccendono il dibattito su sicurezza, sovraffollamento e responsabilità degli agenti.

Violenza nelle carceri di Catanzaro e Genova: agenti vittime e imputati

La mattina di oggi ha visto protagonisti due casi distinti ma collegati dal cuore della questione: la sicurezza all’interno dei penitenziari. A Catanzaro, un agente della Polizia penitenziaria è stato colpito al volto da un detenuto appartenente al circuito di alta sicurezza; a Genova, la procura ha chiesto il rinvio a giudizio di due agenti accusati di avere picchiato un interno durante un colloquio con l’avvocato.

Entrambi gli avvenimenti hanno innescato reazioni immediate da parte dei sindacati e delle autorità giudiziarie, che hanno richiesto misure più dure e un riesame delle condizioni operative dei reparti. Il caso di Catanzaro, in particolare, ha sollevato la questione del sovraffollamento e della carenza di personale, mentre a Genova la vicenda ha messo in luce possibili violazioni dei diritti dei detenuti da parte degli stessi operatori.

Catanzaro: l’aggressione di un detenuto di alta sicurezza

L’incidente è avvenuto all’interno del Carcere di Catanzaro dove un interno del circuito di massima sicurezza avrebbe colpito con diversi pugni l’agente, presumibilmente perché quest’ultimo non lo avrebbe salutato. I rappresentanti sindacali Giovanni Battista Durante e Francesco Ciccone hanno denunciato l’episodio come intollerabile e hanno chiesto l’applicazione immediata dell’articolo 14 bis del regolamento penitenziario, una misura di regime di sorveglianza particolare destinata a detenuti che minacciano l’ordine interno.

Il Sappe ha inoltre richiesto il trasferimento del detenuto fuori da Catanzaro, sottolineando che la struttura ospita oltre 700 persone in una capacità di circa 600 posti, con più di 300 ricercati per reati di terrorismo e mafia. L’organico della Polizia penitenziaria risulta anch’esso insufficiente: su 470 posti previsti ne sono presenti solo 380, creando un divario di 90 operatori che, secondo il sindacato, compromette la capacità di gestione della popolazione carceraria.

Genova: imputazione di violenza da parte di agenti penitenziari

Nel carcere di Marassi, a Genova, la procura ha richiesto il rinvio a giudizio di due agenti della Polizia penitenziaria accusati di aver usato calci e pugni contro un giovane detenuto. Secondo le indagini, l’agente avrebbe intimato al carcerato di tacere durante l’accompagnamento al colloquio con l’avvocato, colpendolo poi con uno schiaffo. Il detenuto avrebbe reagito, ma gli agenti avrebbero allontanato il legale e poi infierito con violenza fisica, arrecandogli lesioni per le quali è prevista una prognosi di sette giorni.

La giudice Elisa Campagna ha fissato l’udienza preliminare e ha autorizzato la costituzione di parte civile da parte dell’associazione Yairaiha, attiva nei diritti civili, insieme al detenuto stesso. L’imputato è stato anche denunciato per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni personali, mentre gli agenti dovranno scegliere tra un rito alternativo o il processo ordinario.

Procedimenti giudiziari e richieste dei sindacati

Entrambi i casi hanno acceso il dibattito sulla normativa penitenziaria e sulla necessità di garantire la sicurezza sia dei carcerati sia degli operatori. A Catanzaro, il sindacato chiede l’applicazione del regime di sorveglianza particolare e il trasferimento dell’autore dell’attacco, sottolineando l’urgenza di colmare il divario di personale. A Genova, la procura prosegue con il procedimento penale contro gli agenti, mentre l’organizzazione Yairaiha ha intrapreso un’azione civile per tutelare i diritti del detenuto.

Questi avvenimenti rivelano come le tensioni all’interno delle carceri italiane non siano più isolate: il sovraffollamento, la carenza di personale e la gestione dei regimi di sicurezza emergono come elementi chiave che influenzano sia la sicurezza degli operatori che il rispetto dei diritti fondamentali dei detenuti.

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