In Calabria le spiagge libere sono demanio di tutti. Barriere improvvisate, cartelli “privato”, ombrelloni fino all’acqua o richieste di pagamento per stendere l’asciugamano sono segnali che qualcosa non torna. Conoscere le regole del demanio marittimo e saperle far valere permette a turisti e residenti di godersi il mare senza abusi e di attivare i controlli giusti. Questa guida spiega come riconoscere le irregolarità, documentarle correttamente e inviare un esposto efficace.
Il punto chiave: la battigia è sempre di uso pubblico. Il transito per la balneazione non può essere limitato. Le concessioni legittime esistono, ma hanno confini precisi e obblighi chiari: varchi liberi, corridoi per i natanti, rispetto della fascia di sicurezza vicino all’acqua e accessibilità. Capire dove si ferma la concessione e dove iniziano i diritti collettivi è il primo passo per segnalare un abuso in modo puntuale.
Cosa dice la normativa demaniale
Il litorale appartiene al demanio marittimo è inalienabile e destinato all’uso pubblico. Le occupazioni sono consentite solo con concessione valida, che deve essere visibile sul posto con un cartello riportante numero, intestatario, oggetto e scadenza. Nelle aree in concessione vanno garantiti varchi di accesso alla battigia e i corridoi di lancio per mezzi nautici, oltre al rispetto della fascia a ridosso dell’acqua, dove non si possono collocare stabilmente lettini, pedane o barriere.
Sulla battigia è sempre ammesso il passaggio gratuito per la balneazione. Sono vietati ostacoli che impediscano l’accesso al mare, la chiusura di varchi pubblici, l’occupazione di spiaggia libera senza titolo o oltre i limiti della concessione. Gli abusivi possono essere sanzionati da Comune e Capitaneria di Porto i mezzi a motore non possono sostare sulla spiaggia e gli stabilimenti devono rispettare le norme su sicurezza, salvamento e accessibilità.
Come riconoscere un abuso sulla spiaggia libera
Segnali tipici da tenere d’occhio: cartelli “spiaggia privata” su aree libere; sbarre, catene o recinzioni che precludono varchi pubblici richiesta di denaro per l’accesso o per stendere l’asciugamano; file di lettini fino alla battigia piattaforme o chioschi che allargano di fatto i confini della concessione; noleggiatori che impediscono di posizionarsi in aree libere; accessi per disabili assenti o ostruiti. Se manca il cartello di concessione o non è chiaro, è un ulteriore campanello d’allarme.
Prima di segnalare, è utile verificare se l’area è realmente in concessione. Sulla spiaggia il cartello deve indicare numero e titolare. In alternativa, ci si può rivolgere all’ufficio Demanio marittimo del Comune o alla Capitaneria competente, indicando il tratto di costa. Meglio evitare discussioni con gestori o bagnini: raccogliere elementi oggettivi e attivare gli organi di controllo è più efficace e sicuro.
Documentare correttamente: foto, posizione, dettagli
Una segnalazione funziona se è precisa. Servono foto nitide del presunto abuso, scattate da più angolazioni, includendo riferimenti del luogo (cartelli, accessi, confini). Attivare su smartphone la geolocalizzazione e salvare coordinate o posizione GPS annotare data e ora. Se viene richiesto un pagamento indebito, conservare scontrino, ricevuta o screenshot. Evitare di riprendere volti riconoscibili, soprattutto di minori: l’obiettivo è documentare fatti non persone.
Per rafforzare il quadro, aggiungere una breve mappa o descrizione del percorso per raggiungere il punto e indicare la distanza dal primo accesso pubblico noto. Se il presunto abuso riguarda strutture fisse (pedane, recinzioni), verificare se compaiono anche su giorni diversi; in caso di occupazioni stagionali bastano più scatti nello stesso giorno che mostrino la continuità dell’ingombro.
Esposto: cosa scrivere e come inviarlo
L’esposto può essere presentato da chiunque. Deve contenere: i dati del segnalante (nome, contatti), l’oggetto (“segnalazione di presunto abuso su demanio marittimo”), il luogo preciso (Comune, località, coordinate), la descrizione dei fatti in ordine cronologico, l’indicazione di eventuali rischi per la sicurezza o l’accessibilità, l’elenco degli allegati (foto, ricevute), la richiesta di sopralluogo e di riscontro. È utile citare la presenza o assenza del cartello di concessione e, se presente, riportarne numero e scadenza.
Modalità di invio consigliate: PEC al Comune (ufficio Demanio marittimo/Polizia locale) e alla Capitaneria di Porto competente; in alternativa, raccomandata A/R o consegna a mano al protocollo. Nell’oggetto indicare “Segnalazione urgenza” se sussistono pericoli immediati. Conservare la ricevuta di invio e il numero di protocollo per eventuali solleciti. Per questioni di trasparenza è possibile presentare anche un’istanza di accesso civico generalizzato per conoscere lo stato dei controlli.
Contatti utili in Calabria
Per emergenze e ostacoli alla sicurezza della balneazione, chiamare il 1530 (Guardia Costiera). Per interventi sul posto, rivolgersi alla Capitaneria di Porto territorialmente competente per il tratto di litorale interessato e alla Polizia locale del Comune. Il 112 è il numero unico di emergenza. Per segnalazioni non urgenti, usare PEC o sportelli dell’Ufficio Demanio comunale, indicando località, coordinate e allegando documentazione fotografica.
Prima di partire, annotare: Comune della spiaggia, numero della Capitaneria di riferimento, indirizzo PEC comunale. Molti municipi pubblicano le mappe delle concessioni balneari e dei varchi attivi: consultarle aiuta a scrivere un esposto accurato e a evitare equivoci su tratti effettivamente in gestione.
Comportamento responsabile di turisti e residenti
Far valere i diritti significa anche rispettare quelli altrui. Non si devono occupare porzioni di spiaggia con ombrelloni lasciati all’alba o per giorni, non si invadono i corridoi di lancio non si oltrepassano recinzioni dove legittime. Veicoli sulla spiaggia sono vietati, le dune e la vegetazione vanno protette, i rifiuti portati via. Cani e musica: attenersi alle ordinanze comunali. In caso di discussione, mantenere toni civili e spostarsi in sicurezza: sarà l’autorità a verificare i titoli e intervenire. Segnalazioni puntuali e rispettose fanno la differenza.



