Negli ultimi giorni, diverse scuole italiane sono state teatro di episodi violenti che hanno coinvolto insegnanti e studenti. A lamezia terme, una docente di una scuola media si è trovata al centro di una vicenda in cui un alunno aveva progettato di accoltellarla. La professoressa ha deciso di parlare attraverso il suo legale, precisando l’assenza di testimonianze dirette e ringraziando le forze dell’ordine per l’intervento tempestivo.
Secondo le dichiarazioni rilasciate dall’avvocato Valerio Mercuri, la docente non era presente al momento in cui i militari sono intervenuti, e quindi non può confermare personalmente le conversazioni tra gli studenti né le motivazioni che avrebbero potuto spingere al gesto. violenza contro i docenti è il tema che emerge, ma la docente sottolinea di disporre soltanto di informazioni mediate dai media, rifiutando di alimentare ulteriori speculazioni.
Dichiarazione della professoressa di Lamezia Terme
Nel suo intervento, la docente ha espresso gratitudine verso i carabinieri e le forze dell’ordine per la prontezza dell’azione. Ha anche ringraziato le persone che, nei giorni successivi, le hanno mostrato sostegno, definendo ogni gesto di vicinanza una testimonianza di umanità in un momento delicato. Inoltre, ha rivolto parole di affetto e riconoscenza ai suoi alunni, ribadendo che il suo ruolo si fonda su ascolto, responsabilità educativa e attenzione quotidiana valori che continuano a guidare la sua attività nonostante l’accaduto.
Il rischio di emulazione: il punto di vista della criminologa
Anna Maria Giannini, docente di Psicologia all’Università La Sapienza, ha più volte messo in guardia sulla possibilità di imitazione, definendola rischio di emulazione particolarmente alto tra gli adolescenti. In un’intervista, la criminologa ha ricordato l’attacco avvenuto a Roma il 18 settembre, dove un 13enne ha spruzzato uno spray urticante sul volto dell’insegnante Isabella Marsilio (66 anni) per poi colpirla con un coltello, filmando il tutto su Telegram.
Lo stesso giorno, a Lamezia Terme, è emerso un piano di aggressione ideato da un 14enne che, secondo i compagni, mostrava comportamenti “strani” e aveva discusso i dettagli in un gruppo Telegram. Giannini ha evidenziato come la condivisione di tali contenuti su piattaforme digitali trasformi l’evento in una sorta di “challenge”, incrementando il pericolo di copie.
Meccanismi psicologici alla base dell’emulazione
Secondo la criminologa, gli adolescenti attraversano una fase di ribellione e di costruzione dell’identità, in cui l’aggressività può essere percepita come mezzo di affermazione. Siti web che incitano alla vendetta, con domande come “Hai odio verso qualcuno?” favoriscono la normalizzazione della violenza. Quando un gesto violento viene presentato come “eroe” sui social, l’istinto imitativo si attiva, rendendo il fenomeno difficile da contenere.
Altri casi recenti di violenza nelle scuole italiane
Nel medesimo giorno, a Tersignano, nella provincia di Napoli, un 14enne è stato sorpreso con una lama da 18 cm nello zaino, prontamente sequestrata dai carabinieri. In precedenza, il 25 marzo, a Trescore Balneario, in provincia di Bergamo, un altro alunno vestito con pantaloni mimetici e maglietta “vendetta” ha accoltellato la professoressa di francese Chiara Mocchi, registrando l’attacco sempre su Telegram. Questi episodi mostrano un pattern preoccupante di uso delle nuove tecnologie per orchestrare e diffondere violenza.
Giannini conclude sottolineando che la difficoltà degli adolescenti nel gestire frustrazioni accademiche o personali può degenerare in comportamenti aggressivi, soprattutto se non accompagnata da un adeguato supporto psicologico e da una regolamentazione più stringente dell’accesso a contenuti pericolosi su Internet.



