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Primo giorno di scuola: tra fusioni, emozioni e cambiamenti

Tra fusioni scolastiche e nuove regole, gli studenti tornano tra i banchi con emozioni contrastanti e grandi sfide

Primo giorno di scuola: tra fusioni, emozioni e cambiamenti

Il primo giorno di scuola è sempre un momento carico di emozioni, ma quest’anno ha portato con sé novità significative. Tra fusioni di istituti, nuove regole e la consueta ansia da rientro, gli studenti hanno affrontato il ritorno tra i banchi con un mix di curiosità e preoccupazioni.

In molte città, il nuovo anno scolastico ha visto la fusione di istituti storici, come nel caso del liceo Galileo-Michelangiolo. Per la prima volta, dopo anni di storia separata, gli studenti delle due scuole si sono ritrovati sotto un’unica bandiera. Una novità che ha suscitato curiosità, qualche nostalgia e un po’ di diffidenza, ma soprattutto la voglia di capire come funzionerà questa nuova realtà.

La fusione tra Galileo e Michelangiolo: un nuovo inizio

Per gli studenti del liceo Galileo-Michelangiolo, il primo giorno di scuola è stato un’esperienza unica. “È sicuramente diverso: adesso siamo molti più studenti”, racconta Giulio Capurro, studente di quinta del liceo classico Galileo. Il primo incontro con la nuova dirigente Patrizia Giorgi ha rassicurato molti, con la promessa di creare una “casa unica” per tutti.

Nonostante la storica rivalità tra le due scuole, gli studenti sembrano pronti ad abbracciare il cambiamento. “Alla fine siamo scuole che fanno lo stesso percorso di studi”, afferma Matilde Graziani, anche lei di quinta. “Conosco tanti ragazzi del Galileo, sono miei amici. Penso che non sarà difficile”.

Tuttavia, la ruggine tra le due realtà non è ancora del tutto scomparsa. “Una divisione la sento ancora”, ammette Fulvio Lauria. Ma la consapevolezza che “loro sono ragazzi come noi” sembra prevalere, rendendo il cambiamento meno traumatico del previsto.

Traffico e smartphone: le sfide quotidiane

Oltre alle novità scolastiche, il primo giorno di scuola ha portato con sé le consuete sfide quotidiane. Arrivare a scuola, affrontare il traffico e ricominciare la routine sono stati compiti ardui per molti. Dalle parole degli studenti è emerso un bilancio piuttosto positivo sul traffico del primo giorno, con chi ha scelto la tramvia per evitare gli ingorghi e chi è arrivato in bicicletta, trovandosi però bloccato dietro ai bus.

Un altro tema caldo è stato il ritorno alla regolamentazione degli smartphone in classe. “Noi generazione Z lo utilizziamo sempre, veramente per tutto”, osserva Maria Sole Listri. “Quando arrivi in classe, magari i primi giorni è un po’ difficile non guardarlo. Poi uno si abitua”.

Proprio dai telefoni arriva uno dei temi più discussi di questi giorni: la proposta di vietare l’uso dei social ai minori di 15 anni. Tra gli studenti prevale l’idea che il divieto non sia sufficiente. “Non c’è una grande differenza tra 15 e 16 anni”, dice Capurro. “Più che vietare, bisogna educare a un uso consapevole e spiegare i rischi concreti dei social”.

Catanzaro: tra emozioni e numeri preoccupanti

In Calabria, il primo giorno di scuola ha visto 44.166 studenti tornare tra i banchi. Ma dietro questa fotografia di normalità si nasconde una realtà preoccupante: i bambini stanno diminuendo. Catanzaro presenta la previsione più negativa della regione nella fascia tra 5 e 9 anni, con un calo del 11,65% tra il 2025 e il 2028.

“Siamo in ansia ed emozionati perché non sappiamo come sarà questa nuova avventura”, raccontano alcuni ragazzi delle prime classi. Chi invece conosce già aule, professori e compagni guarda soprattutto agli obiettivi del nuovo anno. “Spero di raggiungere risultati superiori rispetto all’anno scorso”, dice uno studente.

Tra le materie temute, matematica e informatica sono in testa alla lista. “Con l’indirizzo informatico quest’anno sono aumentati ancora gli orari ed è tosta”, racconta uno studente. Ma nonostante le preoccupazioni, l’entusiasmo per il nuovo anno scolastico è palpabile.

Il ritorno a scuola significa anche ritrovarsi dopo la pausa estiva. “Sono felice di rivedere i miei compagni oggi”, racconta un ragazzo. E mentre le scuole si riempiono di ragazzi, i numeri avvertono che domani potrebbero essercene molti meno.

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