Il fenomeno del cari energia sta assumendo una dimensione preoccupante per la regione. Le stime più recenti indicano che, nel periodo compreso tra settembre e dicembre, le spese per luce e gas potrebbero aumentare in media del 31-32% rispetto allo stesso arco temporale dell’anno scorso.
Questa crescita è legata a diversi fattori, tra cui gli andamenti dei mercati internazionali dell’elettricità e del gas, ma anche alle dinamiche interne di contrattazione tra fornitori e consumatori. L’analisi evidenzia che il peso dell’aumento non sarà uniforme su tutto il territorio calabrese.
Previsioni provinciali: dove le bollette costeranno di più
Tra le cinque province, Catanzaro si distingue per il rincaro più marcato: si prevede una spesa media annua di circa 814 €, corrispondente a un incremento del 32% rispetto all’anno precedente. A seguire, Cosenza con 806 € (+31,9%) e Vibo Valentia con 769 € (+31,6%). Le province di Crotone (719 €, +30,9%) e Reggio Calabria (718 €, +30,8%) risultano leggermente meno colpite, ma comunque entro la soglia dei 30%.
Questi dati si basano su contratti indicizzati nel mercato libero, dove i forward dell’energia elettrica hanno registrato un balzo del 65% rispetto all’anno precedente, mentre l’indice di riferimento del gas (PSV) è cresciuto di oltre 110% rispetto al 2025. Tale salto dei prezzi rende urgente la revisione delle offerte in essere.
Il rincaro nelle assemblee condominiali: strategie e avvisi
Le amministrazioni condominiali stanno già ricevendo notifiche dai fornitori, che segnalano possibili aumenti tra il 30% e il 40% a parità di consumo. Il presidente nazionale dell’ANACI Francesco Burrelli, invita a valutare attentamente i consumi storici, la morosità e le caratteristiche costruttive dell’edificio prima di decidere eventuali rate straordinarie.
Secondo Burrelli, i mesi più onerosi saranno probabilmente gennaio, febbraio e marzo, quando il consumo di riscaldamento raggiunge il picco. Per i condomini che hanno già usufruito dell’Ecobonus – con cappotti termici, finestre a taglio termico o caldaie a condensazione – il risparmio stimato (30-35%) potrebbe essere annullato da questo nuovo rincaro, almeno per l’anno in corso.
Gestione dei fondi e morosità
In presenza di un bilancio preventivo, le assemblee possono optare per una quota aggiuntiva, passando da sei a sette versamenti, oppure rimandare la decisione se le spese effettive risultano inferiori al previsto. Un tasso di morosità del 20% in un condominio con un budget di 100 000 € significherebbe un mancato incasso di 20 000 €, aggravando ulteriormente il peso degli rincari energetici.
Burrelli sottolinea l’importanza di negoziare termini di pagamento più flessibili con le società forniture, per consentire ai condomini di raccogliere i fondi senza eccessivo stress finanziario.
Scelte suggerite per i consumatori
Gli esperti consigliano di confrontare le proprie tariffe entro le prossime settimane, valutando la possibilità di bloccare un prezzo fisso prima che i nuovi contratti indicizzati comincino a riflettere gli attuali aumenti di mercato. Passare a una tariffa fissa può offrire una certa tranquillità, ma è fondamentale agire rapidamente.
Al contempo, è fondamentale adottare comportamenti più contenuti: limitare la temperatura di riscaldamento a 20 °C, spegnere il riscaldamento non appena le temperature esterne lo permettono e migliorare l’efficienza energetica degli edifici. Il presidente provinciale dell’ANACI per Milano, Leonardo Caruso, ricorda che il risparmio è anche frutto di buone abitudini quotidiane.



