A Lamezia Terme il Gruppo Territoriale M5S Lamezia Terme ha rilanciato una critica netta sul recente passaggio di alcuni consiglieri locali dalla Lega a Futuro Nazionale di Vannacci. Il nodo della contestazione non è tanto la collocazione nell’area di destra, quanto la modalità con cui è avvenuta la trasformazione: secondo i pentastellati non c’è stato alcun confronto pubblico né spiegazioni politiche trasparenti per gli elettori. Questa mancanza di confronto alimenta dubbi sulla legittimità dell’operazione e sulla rappresentanza effettiva di chi ha votato i consiglieri sotto una diversa etichetta.
Dichiarazioni e argomentazioni del Gruppo Territoriale M5S Lamezia Terme
Il gruppo M5S ha preso posizione ricordando la risposta del sindaco, che avrebbe detto “non cambierà nulla“. Per i pentastellati questa replica è sintomatica: se davvero non cambia nulla, allora persiste un vuoto nell’azione amministrativa, nonostante la presenza di uno staff retribuito. Nel loro ragionamento emerge un’accusa chiara: l’assenza di risultati tangibili e la mancata definizione di ruoli all’interno dell’amministrazione comunale. Il ragionamento del M5S sottolinea come la trasparenza del passaggio di gruppo sia essenziale per rispettare il rapporto con gli elettori.
Il sospetto sull’obiettivo del cambio di gruppo
I pentastellati affermano che “quando un eletto cambia partito senza alcun confronto pubblico, senza motivazioni politiche trasparenti e senza un mandato degli elettori, il sospetto che l’obiettivo principale sia semplicemente \”occupare una poltrona\” diventa inevitabile”. Questa frase sintetizza la critica più forte: il timore che il passaggio di casacca non sia mosso da convinzioni programmatiche ma da logiche di conservazione di posizioni istituzionali. Secondo il Gruppo Territoriale M5S Lamezia Terme, un cambio così repentino rende evidente anche un’altra possibilità: o non esisteva un programma condiviso all’interno del centrodestra lametino, oppure chi ha cambiato gruppo non ha preso parte alla sua definizione, compromettendo così la coerenza politica.
Il quadro più ampio dei trasferimenti tra gruppi politici in Consiglio
Il caso non è isolato nella politica locale: la nota dei pentastellati ricorda altri spostamenti recenti all’interno del consiglio comunale. In particolare, viene citato il passaggio di una candidata a sindaco del centrosinistra che ha lasciato il Pd la consigliera eletta nella lista di Bevilacqua sindaco che si è trasferita a Noi Moderati e un altro consigliere, originariamente eletto con la Lega ora nel gruppo di Forza Italia. Per questi spostamenti, osservano i 5 Stelle, non è seguita la stessa ondata di comunicati indignati che invece ha accompagnato il trasferimento a Futuro Nazionale di Vannacci.
Il riferimento a questi ulteriori passaggi serve ai pentastellati per mettere in evidenza una presunta incoerenza nel dibattito pubblico locale: non tutte le modifiche di schieramento ricevono uguale attenzione o critica, il che solleva interrogativi sulle motivazioni di alcuni attacchi e sulla consistenza delle prese di posizione politiche a livello territoriale. In sostanza, il M5S invita a guardare con coerenza a tutti i trasferimenti, non soltanto a quelli che suscitano maggiore rumore mediatico.
Nel boccone politico complessivo, il gruppo M5S pone anche una domanda diretta agli elettori: “cosa ne pensano i cittadini che hanno votato quei consiglieri scegliendo il simbolo della Lega e oggi li ritrovano in tutt’altra veste?”. Il quesito è pensato per sollecitare riflessione sulla rappresentanza e sul fatto che il simbolo sotto cui si è votato dovrebbe rimanere un riferimento chiaro per il mandato ricevuto. La questione resta aperta e punta dritta al rapporto di fiducia tra eletti ed elettori.
Questa vicenda a Lamezia Terme solleva Il dibattito rimane acceso e mette in luce come i meccanismi interni ai gruppi consiliari possano riverberarsi sulla fiducia cittadina.


