La protesta degli autotrasportatori nel Mezzogiorno si è trasformata in una mobilitazione articolata che coinvolge più regioni e sigle. Tra il 16 e il 20 ottobre sono stati programmati fermi regionali e presidi in Calabria, Sicilia e Puglia, con richieste precise sul caro carburante e misure di sostegno per le imprese. Il quadro è segnato da presidi ai caselli, astensioni dal lavoro e appelli diretti alle istituzioni nazionali, inclusa la convocazione prevista dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per il 27 ottobre a Roma.
Fermi e presidi: numeri, luoghi e modalità delle iniziative
In Calabria Fedralog ha confermato il fermo regionale programmato dal 16 ottobre alla 24.00 del 20 ottobre con una partecipazione stimata di circa 800 autotrasportatori distribuiti in 22 presidi. Le azioni prevedono presidî lungo la Statale 18, con punti fissi a Santa Maria del Cedro e Paola che determineranno interruzioni parziali del traffico con riaperture periodiche; a Tortora e Guardia Piemontese sono possibili ulteriori iniziative. In Sicilia il Comitato Trasporto Siciliano (Cts) ha annunciato un fermo analogo dalla mezzanotte del 16 ottobre fino alle 24.00 del 20 ma nella forma dell’astensione dalle attività: i camion resteranno nei piazzali aziendali senza presìdi stradali.
Nel frattempo la Puglia continua a registrare presidi diffusi, con punti di blocco o rallentamento già attivi vicino ai caselli dell’A14 a Poggio Imperiale e Candela e ingressi presidiati a Vieste. Le tensioni nella distribuzione di carburante sono aggravate dallo stop degli accessi alla raffineria Eni di Taranto da parte dei lavoratori dell’ex Ilva, iniziato il 12 ottobre con ripercussioni in PugliaBasilicata e Calabria.
Dichiarazioni, appelli e richieste alle istituzioni
Mario Pansini, coordinatore regionale di Fedralog Calabria ha ribadito la volontà di portare la protesta a Roma se entro il 20 ottobre non arriveranno risposte soddisfacenti: “Siamo pronti ad andare a Roma con i nostri Tir se entro il 20 ottobre, ultimo giorno della nostra protesta regionale, non avremo avuto risposte concrete alle nostre richieste“. Pansini ha inoltre sottolineato che, pur essendo a conoscenza dell’incontro convocato per il 27 ottobre dal Ministero con le sigle riunite in Unatras Fedralog non è stata invitata perché non appartenente a quel raggruppamento, e che ciò non inciderà sulla decisione di manifestare a Roma, invitando anche le categorie produttive e la società civile a unirsi all’appello: “Andremo a Roma, e invitiamo le categorie produttive e la società civile a partecipare con noi“.
Dal fronte delle organizzazioni nazionali, Conftrasporto e il suo presidente Pasquale Russo hanno definito le proteste «spontanee, non governate e non proclamate dalle associazioni di categoria», chiedendo al Governo di convocare le rappresentanze «ad horas». Russo ha avvertito che, in mancanza di risposte concrete, “dovremo ricorrere alla valutazione di un fermo nazionale e si bloccherà il Paese“. Le richieste principali riguardano l’erogazione delle risorse previste contro il caro carburante, il rispetto degli impegni per eventuali nuovi stanziamenti e interventi sul prezzo del gasolio, che secondo le associazioni è aumentato di oltre 50 centesimi al litro rispetto a prima del conflitto citato nelle discussioni.
Richieste e interventi regionali verificati
La Giunta regionale calabrese ha approvato un intervento economico da 15 milioni di euro suddiviso in 10 milioni per le imprese di trasporto merci su strada e 5 milioni per il settore agricolo, con contributi commisurati ai maggiori costi del carburante effettivamente sostenuti e documentati. Parallelamente, movimenti come il Comitato promotore del Movimento Popolare Nazionale hanno annunciato presìdi strategici al porto di Gioia Tauro nell’area aeroportuale di Lamezia Terme allo scalo di San Marco Argentano e ai depositi di Vibo Marina mentre possibili mobilitazioni di agricoltori sono segnalate a RendeMontalto Uffugo e nelle aree ionica e tirrenica del Cosentino.
Convocazioni, tavoli e tensioni nella isola siciliana
Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha fissato un incontro per il 27 ottobre alle ore 16 a Roma, invitando anche rappresentanti di Palazzo Chigi, del MEF e del MIMIT. In Sicilia la posizione non è unitaria: Confindustria Catania ha scelto di non aderire al fermo e di privilegiare il confronto istituzionale, mentre il Libero Consorzio Comunale di Ragusa ha chiesto un tavolo tecnico entro il 16 ottobre coinvolgendo il viceministro Edoardo Rixi il presidente regionale Renato Schifani e l’assessore Alessandro Aricò dopo istanze sollevate dai trasportatori dell’agroalimentare locale.
Lo scenario resta fluido: le convocazioni nazionali offrono una finestra di dialogo, ma la mobilitazione territoriale e le scadenze ravvicinate rendono probabile che la protesta mantenga una pressione significativa sulle istituzioni nei prossimi giorni.



