Domani, 7 ottobre, la chiesa madre di Petronà diventerà il centro di una festa religiosa che richiama secoli di devozione. Alle ore 18, la comunità si riunirà per assistere all’incoronazione della Madonna del Voto un rito che unisce tradizione, arte sacra e memoria collettiva. L’evento è stato organizzato dalle legionarie di Maria presenti nel paese da 45 anni, e vede la partecipazione di autorità civili, militari e religiose, tra cui l’arcivescovo Alberto Torriani di Crotone-Santa Severina.
Il rituale prevede la consegna delle corone alla parrocchia da parte del parroco don Antonio Colosimo e del viceparroco don Angelo Garofalo. Dopo aver viaggiato a Roma, le corone sono state benedette da Papa Leone XIV e ritornate in Calabria per essere incoronate ufficialmente. Il momento culminante sarà seguito da un concerto corale diretto dal maestro Rosario Folino che aggiungerà un’atmosfera di sacra solennità.
Le corone sacre: dalla bottega di Michele Affidato al Vaticano
Le corone che saranno poste sulla statua sono frutto del lavoro dell’orafo Michele Affidato artista crotonese di fama internazionale specializzato in arte sacra. Dopo aver realizzato personalmente i motivi ornamentali, Affidato ha affidato le corone al Vaticano dove sono state benedette da Papa Leone XIV. L’intervento pontificale ha conferito alle opere un valore spirituale aggiuntivo, rendendo l’incoronazione un gesto di protezione e gratitudine verso la Madonna del Voto.
L’esperienza di Affidato nella lavorazione del metallo sacro è radicata nella tradizione artigianale calabrese, ma anche nella sua formazione internazionale. La sua stretta relazione con la comunità di Petronà risale a diversi anni, quando aveva realizzato altari e piccoli oggetti liturgici per la parrocchia. Quest’anno, le corone rappresentano il culmine di una collaborazione che intreccia fede, arte e identità locale.
Radici storiche della devozione: il terremoto dell’8 marzo 1832
L’attuale devozione alla Madonna del Voto affonda le sue radici in un episodio drammatico avvenuto quasi due secoli fa. L’8 marzo 1832 un violento sisma colpì la Calabria, provocando la morte di 234 persone. Anche la piccola comunità di Petronà fu scossa: la chiesa madre subì danni strutturali, ma per fortuna non si registrarono vittime umane. Dopo il terremoto, i fedeli promisero di affidare la loro protezione alla Madonna, originando la tradizione del “voto” che ancora oggi si rinnova.
Da allora, ogni anno la Madonna del Voto è simbolo di speranza, cura e protezione per gli abitanti di Petronà. La memoria dell’evento è mantenuta viva non solo nelle liturgie, ma anche nelle iniziative concrete, come il recente intervento di vestiti e parrucche per la statua (effettuato ieri) e, ora, la realizzazione delle corone. Questi gesti testimoniano come la fede si traduca in azioni tangibili, rafforzando il legame tra territorio e sacralità.



