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Ordinazione diaconale a Catanzaro e solleciti per la linea Madonna di Porto

Due giovani sono stati ordinati diaconi nella Basilica dell’Immacolata; l’arcivescovo ha richiamato il valore del servizio mentre nelle comunità dell’entroterra si chiede la riapertura della linea ferroviaria Madonna di Porto–Catanzaro.

Ordinazione diaconale a Catanzaro e solleciti per la linea Madonna di Porto

Nel cuore della città il rito e la comunità si sono incontrati: nella Basilica dell’Immacolata due candidati hanno ricevuto l’ordinazione diaconale, mentre in contemporanea la visita pastorale ha riportato all’attenzione pubblica esigenze di mobilità delle aree interne, con un appello per il completamento dei lavori al cantiere di Lenza.

Queste giornate hanno messo in evidenza due bisogni convergenti: la chiamata al servizio nella Chiesa e la necessità di infrastrutture che rendano possibile la vicinanza concreta tra persone e luoghi di cura, lavoro e culto.

Ordinazione diaconale nella Basilica dell’Immacolata: chi sono i nuovi ordinati

La celebrazione eucaristica presieduta dall’arcivescovo ha visto l’ordinazione di Sergio Schieppati e Giuseppe Carioti. Schieppati proviene dalla parrocchia santa maria delle Grazie di Olivadi, mentre Carioti è della parrocchia Mater Domini di Catanzaro. Entrambi hanno completato il loro percorso formativo al Pontificio Seminario Teologico Regionale San Pio X di Catanzaro, dove hanno approfondito la dimensione spirituale e teologica che accompagna la scelta vocazionale.

Formazione, comunità e segni della chiamata

Il cammino di preparazione ha coinvolto le comunità di origine e l’intero presbiterio diocesano: la presenza numerosa alle celebrazioni ha testimoniato il sostegno delle parrocchie e del Seminario. L’ordinazione non è stata presentata come un mero passaggio tecnico, ma come l’esito di un itinerario di crescita che unisce studio, preghiera e servizio concreto alle persone in difficoltà.

Il senso del diaconato spiegato dall’arcivescovo

Nell’omelia l’arcivescovo ha precisato l’identità del ministero diaconale, sottolineando che il diacono non è una «versione ridotta» del sacerdote ma possiede una specificità sacramentale orientata alla carità e alla prossimità con i più fragili. L’esortazione principale rivolta ai due nuovi ordinati è stata quella di coltivare l’umiltà e il servizio, evitando ogni tentazione di protagonismo o ricerca di consenso.

Con parole nette, il presule ha ricordato che il ministero si misura nelle opere di ascolto, assistenza e accoglienza verso chi vive in condizioni di marginalità: il compito del diacono è rendere visibile una Chiesa vicina, che accompagna nella quotidianità e sostiene chi è più debole.

Visita pastorale nelle comunità di Gimigliano e Cicala e il tema della mobilità

Durante la visita pastorale nelle foranie dell’entroterra, l’attenzione dell’arcivescovo si è spostata anche sulle condizioni materiali della vita delle comunità: dalle famiglie agli operatori delle strutture sociosanitarie, molte persone hanno sollevato la necessità di collegamenti più affidabili con il capoluogo. In particolare è emersa una richiesta precisa per il ripristino della linea ferroviaria Madonna di Porto–Catanzaro, il cui recupero è ritenuto strategico per garantire accessibilità a servizi essenziali.

Il cantiere di Lenza e le attese di Gimigliano e Cicala

Il cantiere di Lenza, nell’area di Gagliano, è indicato come punto cruciale per il ritorno alla piena funzionalità della tratta. Gli abitanti e i pellegrini che frequentano la Basilica-Santuario Madonna di Porto segnalano come la riapertura della linea incida non solo sugli spostamenti quotidiani per lavoro o cura, ma anche sull’accesso a un importante luogo di riferimento spirituale. La fiducia è riposta nell’impegno delle istituzioni competenti, tra cui l’amministrazione comunale e la gestione di Ferrovie della Calabria, per completare gli interventi ancora necessari.

Connessioni tra impegno pastorale e bisogni del territorio

Le due dimensioni — formazione al diaconato e sollecitazioni infrastrutturali — si sono rivelate complementari: da un lato la Chiesa rinnova l’impegno verso i poveri e le fragilità sociali; dall’altro le comunità chiedono strumenti concreti per rendere attuabile questo impegno. La presenza del vescovo nelle comunità è stata percepita come momento di ascolto diretto, in cui la vita pastorale incontra le questioni pratiche della quotidianità.

L’ordinazione dei nuovi diaconi è stata accompagnata dall’affidamento a Maria, gesto che unisce dimensione personale e collettiva: un invito a tradurre la consacrazione in atti tangibili di servizio, in territori che attendono risposte anche sul fronte delle infrastrutture.

Nel complesso, la cerimonia e la visita pastorale hanno evidenziato come vocazione, servizio e mobilità siano nodi intrecciati nella vita diocesana: la formazione di ministri capaci di prossimità e il ripristino di collegamenti efficaci appaiono entrambi essenziali per sostenere il futuro delle comunità dell’entroterra.

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