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TAR concede tre mesi per il debito a Catanzaro e riesamina i rifiuti

Il TAR di Calabria concede alla Provincia di Crotone nuovi termini per pagare Catanzaro, riapre il dibattito sul destino dei rifiuti del SIN e annulla la prova scritta di un concorso dell’ASP, cambiando le regole del gioco nella regione.

TAR concede tre mesi per il debito a Catanzaro e riesamina i rifiuti

Negli ultimi mesi il Tribunale amministrativo regionale della Calabria ha emesso una serie di provvedimenti che interessano da vicino la provincia di Crotone. Tra un’estensione dei termini di pagamento verso la provincia di Catanzaro, una riapertura della controversia sullo smaltimento dei rifiuti del sito di interesse nazionale (SIN) e l’annullamento di una prova scritta di un concorso pubblico, la giurisprudenza regionale sta rimodellando il panorama amministrativo locale.

Pagamenti tra Crotone e Catanzaro: il nuovo termine di tre mesi

Il Tar della Calabria ha accolto la richiesta avanzata dal commissario ad acta, nominato dalla Prefettura di Crotone il 16 dicembre 2024, di posticipare di nuovo la scadenza per il pagamento di 4.081.028,44 euro dovuti alla provincia di Catanzaro. L’importo deriva dal mancato rispetto di un accordo transattivo siglato il 10 giugno 2004, che stabiliva il riparto del patrimonio originario della allora Provincia madre di Catanzaro, dalla quale nel 1995 è nata la provincia di Crotone. La sentenza di condanna della Corte d’Appello di Catanzaro del 27 settembre 2022 è stata così integrata con un’ulteriore proroga di novanta giorni, per un totale di tre mesi aggiuntivi rispetto alla precedente scadenza.

Bonifica del SIN di Crotone: il TAR riapre la questione dei rifiuti

Il Sito di Interesse Nazionale (SIN) di Crotone-Cassano-Cerchiara, oggetto di discussioni da più di vent’anni, è tornato al centro del dibattito giudiziario. La sentenza del 6 ottobre 2026 ha messo in discussione il vincolo contenuto nel Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale (PAUR) n. 9539/2019, secondo il quale i rifiuti prodotti dalla bonifica dovevano essere trasportati fuori dalla regione Calabria. Tale disposizione, poi recepita nel decreto ministeriale del 3 marzo 2020, era stata la spina dorsale del conflitto tra le amministrazioni regionali e il commissario incaricato, il generale Emilio Errigo.

Il ruolo del ministro e il futuro della bonifica

L’ordinanza n. 1 del 3 aprile 2025, emanata dal generale Errigo, aveva previsto il conferimento dei rifiuti nella discarica di Columbra, gestita da Sovreco. Tuttavia, la decisione fu annullata dal TAR nel agosto 2025, con la motivazione che il commissario non poteva sostituirsi alle autorità competenti nella scelta della destinazione finale dei rifiuti. Dopo la cessazione del suo mandato nel settembre 2025, i lavori di bonifica sono ripresi solo il 28 gennaio 2026, nonostante i ritrovamenti di materiali contenenti TENORM e amianto. La nuova sentenza del 6 ottobre 2026 stabilisce che la questione spetti al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), riaprendo la possibilità di valutare una soluzione di smaltimento locale, ma senza definire ancora la decisione finale.

Concorso ASP di Crotone: la prova scritta annullata dal TAR

Parallelamente, il Tar Calabria ha annullato l’esito della prova scritta di un concorso indetto dall’Azienda Sanitaria Provinciale di Crotone per otto posti da collaboratore amministrativo professionale (categoria D). I ricorrenti, rappresentati dagli avvocati Patrizio Nigro, Alfredo e Ludovica Gualtieri, avevano superato la fase preselettiva basata su test a risposta multipla. Tuttavia, nella prova scritta del 22 maggio 2026 erano stati proposti altri 30 quesiti a risposta multipla, in violazione della lex specialis del bando, che prevedeva esclusivamente elaborazione di atti o risposte sintetiche. Il Tribunale ha ritenuto che la modifica unilaterale delle modalità d’esame violasse i principi di affidamento e parità di trattamento.

Conseguenze della sentenza

La camera di consiglio del 21 ottobre 2026, composta dal presidente Gerardo Mastrandrea, dal consigliere Arturo Levato e dal referendario Valeria Palmisano, ha emesso la decisione in forma semplificata ai sensi dell’art. 60 c.p.a., condannando l’azienda sanitaria al pagamento delle spese legali (2.500,00 euro più accessori) e ordinando l’oscuramento dei dati personali delle parti. L’annullamento della prova scritta obbliga l’ASP di Crotone a rivedere l’intero iter selettivo, garantendo così il rispetto delle norme di gara.

Le recenti pronunce del Tar della Calabria stanno ridisegnando le relazioni tra la provincia di Crotone, l’ente di Catanzaro e le istituzioni regionali, mentre la decisione sul SIN trasferisce la competenza al ministero centrale, aprendo una nuova fase di valutazione tecnica e ambientale. Gli effetti concreti di queste sentenze si faranno sentire nei prossimi mesi, sia nella gestione finanziaria dei debiti interprovinciali sia nella programmazione della bonifica e nella trasparenza dei concorsi pubblici.

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