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Catanzaro: 35,5 milioni per acqua, condotta e serbatoio Torrazzo

Un piano da 35,5 milioni per l’acqua di Catanzaro: opere necessarie ma con pericoli per la bolletta

Catanzaro: 35,5 milioni per acqua, condotta e serbatoio Torrazzo

Il lunedì 19 la Giunta regionale ha annunciato un investimento complessivo di 35,5 milioni di euro destinato al miglioramento delle infrastrutture idriche di Catanzaro. La proposta prevede tre interventi principali: 19,5 milioni per una nuova grande condotta che rifornirà il potabilizzatore di Santa Domenica, 6 milioni per l’ammodernamento di tale impianto e 10 milioni per il completamento del serbatoio Torrazzo a Catanzaro Lido.

Dettagli delle opere finanziate

La condotta di Santa Domenica è da tempo considerata una delle più degradate della città; il suo stato compromette la fornitura al centro storico, dove le perdite hanno causato disagi prolungati. Il nuovo tracciato, finanziato con 19,5 milioni, mira a garantire un flusso costante e privo di contaminazioni. Parallelamente, l’ammodernamento dell’impianto di potabilizzazione con 6 milioni consentirà di adeguare la capacità produttiva alle esigenze della popolazione.

Il serbatoio Torrazzo

Il serbatoio situato a Catanzaro Lido serve i quartieri della zona sud, spesso colpiti da carenze estive. Con un finanziamento di 10 milioni, il progetto prevede il completamento delle strutture di accumulo, riducendo il rischio di interruzioni durante i mesi più caldi.

Il contesto istituzionale e i rischi di doppio prezzo

Nel 2022 la calabria, con la legge regionale n. 10, ha istituito ARRICAL, l’Autorità regionale dei rifiuti e delle risorse idriche, incaricata di definire, tramite il Piano d’Ambito, le priorità di investimento per tutti i 403 comuni calabresi. La gestione operativa è affidata a Sorical, il gestore unico di servizi idrici. Tuttavia, il comunicato regionale indica che la Giunta ha stabilito direttamente le opere, gli importi e i tempi, senza una deliberazione dell’Assemblea dei Comuni né un aggiornamento del Piano d’Ambito.

Questa deviazione dal procedimento previsto ha implicazioni tariffarie. Le norme nazionali dell’ARERA richiedono che gli interventi finanziati con fondi pubblici vengano registrati come tali, escludendoli dal calcolo della tariffa dell’acqua. Se tale registrazione non avviene, i costi possono essere ricompresi negli investimenti del gestore e, In pratica, i cittadini di Catanzaro rischiano di pagare due volte la stessa condotta: una prima volta con i fondi pubblici e una seconda con la tariffa.

Conflitti di interesse e gestione frammentata

Un elemento critico è la doppia veste del sindaco di Catanzaro, Montuoro, che ricopre anche la carica di presidente di ARRICAL. Da un lato, la sua posizione gli consente di celebrare l’arrivo dei fondi; dall’altro, in qualità di presidente dell’Autorità, dovrebbe garantire una distribuzione equa delle risorse su tutto il territorio regionale. Gli altri 402 comuni hanno quindi il diritto di conoscere i criteri che hanno posto Catanzaro al primo posto.

Inoltre, Sorical ha ammesso che Catanzaro entrerà nella gestione unica “nei prossimi mesi”. A quasi quattro anni dall’avvio della riforma, la città gestisce ancora autonomamente le proprie reti, nonostante la normativa nazionale imponga la loro cessione al gestore unico. Con perdite stimabili tra il 30 % e il 40 % del volume erogato, una gestione integrata dalla sorgente al rubinetto è più una necessità che un lusso.

Indicazioni per un’avanzata corretta

Le opere in sé non sono contestabili: la condotta, il potabilizzatore e il serbatoio rispondono a bisogni concreti. Ciò che manca è il rispetto del quadro normativo. Tre azioni permetterebbero di allineare i fatti alle regole: (1) l’Assemblea dei Comuni di ARRICAL deve inserire formalmente le tre opere nel Piano d’Ambito; (2) Regione, ARRICAL e Sorical dovrebbero firmare un accordo che garantisca l’esclusione di questi fondi dal calcolo della tariffa; (3) stabilire una data certa per il passaggio di Catanzaro al gestore unico, evitando ulteriori investimenti su un sistema ancora diviso. Tale metodologia dovrebbe essere adottata anche per i circa 176 milioni già annunciati per altri interventi idrici in Calabria.

Ora è necessario consentire loro di operare secondo le regole, così che le risorse pubbliche vengano impiegate in modo trasparente e i cittadini non subiscano oneri aggiuntivi.

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