Il tribunale di Cosenza con la giudice Claudia Pingitore alla guida delle indagini preliminari, ha deciso di non applicare alcuna misura cautelare nei confronti dell’ex sindaco di Carolei, Francesco Iannucci, né per gli altri sette indagati. La decisione, pronunciata in data 11/09/2026, segue l’interrogatorio di garanzia e la valutazione dei fatti da parte di un pubblico ministero, Antonio Bruno Tridico, che aveva richiesto il carcere per Iannucci e gli arresti domiciliari per i restanti imputati.
Il giudice respinge le richieste di custodia cautelare
Claudia Pingitore ha ritenuto che gli presupposti per la restrizione della libertà personale fossero insufficienti. Dopo aver ascoltato le difese, tra cui quella dell’avvocato Francesco Calabrò, la magistrata ha dichiarato che non sussistono elementi concreti per giustificare né il carcere dell’ex primo cittadino né i domiciliari per Paulo Filice, Francesco Iorio, Giovanni Ioele, Francesco Porco, Francesco Pulice, Andrea Forlino e Luigi Principe. La decisione non preclude l’ulteriore prosecuzione del procedimento, ma elimina per ora la possibilità di trattenere gli indagati in carcere o in casa.
Le accuse che gravano sull’ex sindaco e sugli amministratori
La procura della Repubblica di Cosenza diretta dal procuratore Vincenzo Capomolla, ha messo a fuoco una serie di fatti che spaziano dalla corruzione alla turbativa d’asta fino alla presunta contraffazione e alterazione delle acque destinate al consumo umano. Al centro dell’inchiesta sta la gestione della rete idrica comunale, dove gli inquirenti sostengono che Iannucci avesse ordinato l’immissione nella rete di acque prelevate dalla sorgente di Rupi, senza le necessarie autorizzazioni sanitarie.
Il caso delle acque non potabili
Secondo le ricostruzioni dei Carabinieri del Nucleo investigativo di Polizia Ambientale, la sorgente di Rupi era stata collegata a una pompa sommersa posta nella vasca interrata di Appiè la Terra e successivamente convogliata al serbatoio comunale “Case Barone”. I campioni d’acqua prelevati sia dal pozzetto della pompa sia da un fontanino pubblico hanno evidenziato la presenza di Escherichia coli batteri coliformi ed enterococchi intestinali, valori incompatibili con l’uso potabile. I militari hanno documentato, tramite pedinamento, l’attivazione effettiva della pompa in coincidenza con telefonate intercettate.
Altri appalti contestati
Oltre al drenaggio idrico, la procura ha individuato ulteriori presunte irregolarità nella gestione degli appalti comunali. In particolare, è stata segnalata una presunta manipolazione del bando per la manutenzione della rete idrica del valore di € 360.000, a vantaggio di imprese compiacenti. Altre inchieste riguardano il servizio di trasporto scolastico (costo iniziale di € 4.900,00) e la custodia e manutenzione del cimitero comunale (importo complessivo di € 34.945). Per questi casi, il pm aveva richiesto l’applicazione di misure cautelari specifiche: il carcere per Iannucci e gli arresti domiciliari per gli altri soggetti.
Nel frattempo, la crisi amministrativa ha provocato la decadenza della consiliatura di Carolei. Con le dimissioni del sindaco, l’amministrazione comunale è stata posta sotto gestione commissariale, che dovrà curare le funzioni ordinarie fino alla prossima tornata elettorale.
Il prossimo passo del procedimento sarà la comparizione di tutti gli indagati davanti al giudice per le indagini preliminari il lunedì 14 settembre. A quel punto, la magistrata Claudia Pingitore dovrà valutare nuovamente le richieste di custodia cautelare alla luce degli elementi raccolti fino ad ora.



