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Mps: il Mef pronto a cedere il 4,863% con procedura accelerata

Il Tesoro potrebbe procedere con un collocamento accelerato della sua quota in Monte dei Paschi di Siena. Scopri i dettagli e le implicazioni di questa mossa.

Mps: il Mef pronto a cedere il 4,863% con procedura accelerata

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef) è al centro di un dibattito riguardante il futuro di Monte dei Paschi di Siena (Mps). Secondo fonti finanziarie, il Tesoro starebbe valutando un collocamento accelerato (Accelerated Bookbuilding, Abb) della quota residua del 4,863% detenuta nella banca senese.

Questa operazione, se confermata, potrebbe avvenire già nella giornata di martedì sfruttando una finestra di mercato favorevole. Tuttavia, il Mef ha respinto queste indiscrezioni, affermando che si tratta di una ricostruzione non vera.

La procedura di collocamento accelerato

L’Accelerated Bookbuilding è una procedura che consente di cedere rapidamente un pacchetto azionario a investitori istituzionali raccogliendo gli ordini nell’arco di poche ore. Questa modalità riduce l’esposizione alla volatilità dei mercati e potrebbe permettere al Tesoro di mantenere una posizione di neutralità nella complessa partita che coinvolge il sistema bancario.

Tuttavia, non mancano le perplessità. Alcuni osservatori ritengono che una simile operazione potrebbe avere riflessi sugli equilibri dell’Opas in corso e alimentare dubbi sul ruolo del Mef. Un precedente significativo è quello del quando il ministero cedette in pochi minuti il 15% del capitale di Mps attraverso la stessa procedura. In quell’occasione, le azioni furono acquistate da Delfin dal Gruppo Caltagirone da Banco Bpm e da Anima.

Le implicazioni per il futuro di Mps

Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti aveva già indicato questa soluzione come una delle più appropriate, intervenendo davanti alla Commissione parlamentare d’inchiesta sul sistema bancario. Tuttavia, la possibilità di un collocamento accelerato solleva alcune domande.

Se da un lato il Tesoro potrebbe massimizzare l’incasso sfruttando una finestra di mercato favorevole, dall’altro rischia di apparire come un arbitro che scende in campo con la maglia di giocatore. Inoltre, l’operazione potrebbe influenzare gli equilibri dell’Opas in corso, coinvolgendo Intesa Sanpaolo e altri attori del settore.

Le alternative considerate

Tra le alternative considerate dal Mef ci sono il coinvolgimento delle fondazioni bancarie la disponibilità di Unipol per un possibile investimento, o il coinvolgimento di investitori istituzionali già azionisti di Intesa. Queste mosse sarebbero viste come più neutrali rispetto a una procedura accelerata.

Intanto, Intesa Sanpaolo ha mosso un importante passo procedurale nel suo tentativo di scalata a Mps. Il gruppo guidato da Carlo Messina ha annunciato il deposito del documento d’offerta alla Consob un passaggio necessario per completare la scalata. L’offerta dovrebbe andare sul mercato tra ottobre e novembre di quest’anno, per poi concludere il periodo di adesione a dicembre.

Le implicazioni per il futuro della banca senese e per il sistema bancario italiano saranno oggetto di attento monitoraggio nei prossimi mesi.

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