Sabato 26 settembre 2026 ha segnato un giorno di lutto per la città di Catanzaro: Alessandro Lanzo noto gestore del Supercinema e figura di spicco nella vita culturale, è venuto a mancare dopo una lunga malattia. L’uomo, che aveva appena compiuto 51 anni, era molto più di un semplice manager cinematografico: la sua presenza era percepibile in molteplici ambiti della vita cittadina.
Alessandro era riconosciuto per la sua costante attenzione alle dinamiche locali, partecipando attivamente a iniziative culturali e sociali. Il suo ruolo al Supercinema non si limitava alla gestione operativa: organizzava rassegne, incontri con autori e serate tematiche, trasformando la sala in un vero punto di incontro per gli amanti del cinema. La sua dedizione ha contribuito a fare di quel spazio un punto di riferimento per giovani e adulti.
Il percorso al timone del Supercinema
Il percorso di Lanzo al centro culturale iniziò diversi anni prima, quando decise di investire il proprio tempo ed energia per rilanciare la programmazione cinematografica. Sotto la sua guida, il Supercinema ha ampliato l’offerta, introducendo proiezioni di film d’autore, festival internazionali e collaborazioni con scuole e associazioni. Queste iniziative hanno arricchito la scena culturale della città, attirando pubblico da tutta la regione.
Presenza sui media locali
Nel 2025, Alessandro ha partecipato a una puntata di Catanzaroinfoma Social Tv dove ha discusso dell’importanza del cinema nella formazione di una identità cittadina. Durante l’intervista, ha sottolineato come l’arte visiva possa diventare un veicolo di coesione sociale, evidenziando la necessità di investire in spazi culturali accessibili a tutti. La sua intervista è rimasta un testimone della sua passione per la cultura locale.
Passione sportiva e legami con gli Ultras
Oltre al suo impegno culturale, Lanzo era un fervente tifoso giallorosso. Ha fatto parte degli Ultras del Catanzaro condividendo la stessa energia e dedizione che mostrava nei confronti del cinema. La sua appartenenza a quel gruppo non era solo un hobby: partecipava attivamente all’organizzazione di eventi per i tifosi, dimostrando che la sua identità era intrecciata sia con la cultura che con lo sport.
Il suo legame con la tifoseria ha rafforzato il senso di comunità, perché molti hanno avuto modo di conoscere l’uomo sia nelle ore di film sia nelle gradinate dello stadio. Questo doppio ruolo gli ha permesso di creare un ponte tra due mondi spesso separati, favorendo la solidarietà tra i cittadini.
La notizia della sua scomparsa ha suscitato profonde emozioni: colleghi, amici e fan hanno espresso cordoglio sui social, ricordandolo come una figura generosa, sempre pronta a ascoltare e a sostenere iniziative locali. Il vuoto lasciato dal suo passaggio è percepito non solo dal mondo del cinema, ma anche da chi ha condiviso le sue emozioni sportive. La città di Catanzaro si trova ora a onorare la memoria di chi ha saputo unirla con passione e impegno.



