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Vitivinicolo in Calabria: le sfide e le opportunità per un settore in crescita

Il comparto vitivinicolo calabrese è al centro di un dibattito che unisce sviluppo economico, lavoro sicuro e legalità. Scopri le priorità e le sfide per il futuro.

Vitivinicolo in Calabria: le sfide e le opportunità per un settore in crescita

Il comparto vitivinicolo calabrese è sempre più al centro dell’attenzione come leva strategica per lo sviluppo economico e sociale della regione. Questo è emerso chiaramente durante il Consiglio Generale in sessione di studio della Fai Cisl Calabria, tenutosi a Cirò il 5 giugno 2026, in occasione della seconda edizione del Merano WineFestival Calabria.

L’incontro, dal titolo “Le eccellenze vitivinicole coltivano futuro. Sviluppo, lavoro sicuro responsabile e partecipato”ha visto la partecipazione di numerosi rappresentanti del settore, tra cui il Segretario Generale della Fai Cisl Calabria Francesco Fortunato, il Segretario Generale della Cisl Magna Grecia Catanzaro-Crotone-Vibo Valentia Daniele Gualtieri e il Segretario Generale della Cisl Calabria Giuseppe Lavia.

Le priorità per il settore vitivinicolo

Francesco Fortunato ha aperto i lavori sottolineando l’importanza del comparto vitivinicolo per la Calabria. “Il comparto vitivinicolo calabrese rappresenta oggi una leva strategica per lo sviluppo economico e sociale della nostra regione”, ha dichiarato Fortunato. “Ma dietro i numeri dell’export e della crescita ci sono persone, lavoratrici e lavoratori che ogni giorno contribuiscono con professionalità e sacrificio alla qualità delle nostre produzioni.”

Tra le priorità indicate dal sindacalista figurano gli investimenti nelle competenze e nella formazione, il rafforzamento della contrattazione, del welfare e della sicurezza nei luoghi di lavoro. Fortunato ha anche evidenziato le sfide poste dal cambiamento climatico, dalla gestione delle risorse idriche e dall’inclusione dei lavoratori immigrati.

Il ruolo strategico della filiera vitivinicola

Daniele Gualtieri, Segretario Generale della Cisl Magna Grecia Catanzaro-Crotone-Vibo Valentia, ha evidenziato il ruolo strategico della filiera vitivinicola per il territorio. “La filiera vitivinicola rappresenta uno dei settori più dinamici e identitari della nostra economia e dimostra come tradizione, innovazione e radicamento territoriale possano diventare fattori di crescita e di buona occupazione”, ha affermato Gualtieri.

Gualtieri ha richiamato l’attenzione sulla necessità di investire in formazione, sicurezza e contrasto a ogni forma di sfruttamento e caporalato. “In territori come quello di Cirò, il vino non è soltanto un prodotto di eccellenza, ma un elemento che genera valore lungo tutta la filiera, sostiene le comunità locali e contribuisce a costruire opportunità per i giovani“, ha aggiunto.

La necessità di una programmazione strutturale

Giuseppe Lavia, Segretario Generale della Cisl Calabria, ha presieduto i lavori ribadendo la necessità di superare una gestione emergenziale del lavoro agricolo stagionale. “La Calabria deve passare da una gestione emergenziale del lavoro agricolo stagionale a una programmazione strutturale”, ha dichiarato Lavia.

Lavia ha proposto l’istituzione di un tavolo permanente regionale capace di coinvolgere istituzioni, parti sociali ed enti di controllo per programmare i fabbisogni di manodopera, organizzare trasporti e alloggi e contrastare più efficacemente il fenomeno del caporalato. “Occorre rafforzare controlli e prevenzione, dando piena attuazione alla legge 199 del 2016 e potenziando i servizi di vigilanza sul lavoro e sulla sicurezza”, ha aggiunto.

La lotta al caporalato e la legalità nel settore agroalimentare

Antonio Castellucci, Reggente della Fai Cisl Nazionale, ha aperto il suo intervento ricordando i quattro braccianti immigrati morti ad Amendolara, ai quali la federazione ha reso omaggio con una specifica iniziativa sul luogo della tragedia. “L’agroalimentare italiano è composto da molte imprese che operano nella legalità e da tante eccellenze, come dimostrano anche i traguardi conquistati dalle produzioni vitivinicole in questi territori”, ha affermato Castellucci.

Castellucci ha evidenziato come nel 2026 in Calabria ben sette ispezioni su dieci abbiano fatto emergere irregolarità. “Questi dati impongono un patto tra parti sociali, imprese e istituzioni per promuovere legalità, buona occupazione e politiche dedicate a giovani, donne e lavoratori immigrati”, ha dichiarato.

Tra i temi affrontati anche la sicurezza sul lavoro, la formazione professionale, il rilancio delle aree interne, il Decreto Primo Maggio e il ruolo del lavoro agroambientale nella tutela e nella messa in sicurezza del territorio.

All’iniziativa hanno preso parte il Sindaco di Cirò Mario Sculco, il Presidente di Coldiretti Calabria Franco Aceto, la Presidente di Confagricoltura Cosenza Maria Grazia Minisci, il Presidente del Consorzio di Tutela Vini Cirò e Melissa Carlo Siciliani, la Dirigente scolastica dell’Istituto d’Istruzione Superiore “G. Gangale” di Cirò Marina Antonella Lucirino, la Presidente della Fondazione ITS Academy Pinta Maria Bruni, il Direttore Generale di Arsac Fulvia Caligiuri e l’Assessore regionale all’Agricoltura Gianluca Gallo, intervenuto in videocollegamento.

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