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Come un’iniziativa regionale ha messo al centro giovani, lavoro e legalità in Calabria

Appuntamento a Catanzaro per mettere a confronto giovani, aziende e istituzioni: dal messaggio di Nino De Masi ai dati su mismatch e partecipazione giovanile

Come un’iniziativa regionale ha messo al centro giovani, lavoro e legalità in Calabria

Un’iniziativa regionale tenuta a Catanzaro ha riunito imprese, espositori e centinaia di studenti con l’obiettivo di allineare domanda e offerta di lavoro in Calabria. In apertura dei lavori, imprenditori e rappresentanti delle istituzioni hanno rilanciato un messaggio forte sul ruolo dei giovani: non solo destinatari di politiche attive, ma protagonisti della rinascita economica e sociale della regione. Il confronto ha combinato testimonianze personali, dati sul mercato del lavoro e proposte normative per sostenere chi opera nella legalità.

Tra i partecipanti è emersa la figura di Nino De Masi, imprenditore del reggino che vive sotto scorta per minacce di matrice criminale, il quale ha rivolto ai presenti un invito a riscoprire l’orgoglio e l’identità calabrese: per lui il futuro passa attraverso il lavoro come strumento di contrasto alle mafie e alla rassegnazione. Le parole di chi quotidianamente subisce intimidazioni hanno contribuito a dare concretezza al dibattito sulla sicurezza economica e sul valore simbolico dell’impresa che resiste.

Un messaggio rivolto alle nuove generazioni

Nel corso del panel dedicato a lavoro, legalità e sicurezza, è stato sottolineato più volte che lo sviluppo regionale dipende dal protagonismo dei giovani. L’invito è stato quello di lavorare su autostima e radicamento territoriale: guardarsi dentro, credere nelle proprie capacità e amare la propria terra come motore di trasformazione. Questo approccio non si limita all’incoraggiamento morale, ma diventa strategia concreta per contrastare fenomeni di illegalità che sottraggono opportunità e risorse, trasformando il lavoro in uno strumento di riscatto civile.

La testimonianza di chi lavora sotto scorta

De Masi ha ricordato che il lavoro rappresenta l’unica opzione efficace per combattere i poteri criminali che minano il tessuto produttivo. La sua esperienza personale è stata usata come storia esemplare per spiegare che le imprese oneste meritano sostegno e visibilità; al tempo stesso si è richiamata l’attenzione sul valore della denuncia contro estorsioni e usura come pratica che va premiata anche nelle gare d’appalto pubbliche.

Numeri concreti: colloqui, registrazioni e partecipazione

L’evento ha registrato una partecipazione significativa: circa 600 registrazioni per i colloqui di lavoro e una presenza verificata in linea con tali iscrizioni, oltre a quasi 100 partecipanti non registrati che si sono presentati comunque ai colloqui. Alla manifestazione hanno assistito e preso parte circa 800 studenti provenienti dall’intera regione, segno dell’interesse dei giovani verso opportunità concrete di impiego e orientamento professionale.

Andamento dei colloqui e prime impressioni

L’assessore alle Politiche del Lavoro, Giovanni Calabrese, ha evidenziato che i colloqui stanno dando esiti positivi e ha definito l’esperimento ripetibile in futuro: sarà necessario attendere l’ultimo giorno per un bilancio complessivo, ma i segnali preliminari sono stati giudicati soddisfacenti. L’approccio organizzativo ha puntato a creare un contatto diretto fra domanda e offerta, diminuendo i tempi di ricerca e aumentando la visibilità delle opportunità presenti sul territorio.

I dati sul mismatch e le risposte istituzionali

Dal confronto non sono mancati riferimenti ai dati dell’istituto Tagliacarne che mettono in luce il fenomeno del mismatch tra competenze richieste e figure disponibili: a livello nazionale una quota rilevante delle assunzioni programmate risulta difficile da coprire, mentre in Calabria spicca il dato della mancata partecipazione al lavoro nella fascia 15/29 anni, che supera il 58%. Questi numeri segnalano una distanza non solo tra domanda e offerta, ma anche fra sistemi di orientamento, formazione e mercato del lavoro.

Dal versante istituzionale sono intervenuti inoltre il vicepresidente della Giunta regionale, Filippo Mancuso, e il prefetto di Catanzaro, Castrese De Rosa. Mancuso ha ricordato una legge regionale che assegna punteggi aggiuntivi alle imprese che denunciano estorsioni e usura nelle gare d’appalto, misura pensata per favorire le aziende che operano nella legalità. Il prefetto ha richiamato l’attenzione sul fenomeno del clientelismo e delle raccomandazioni, esortando i giovani a contare sulle proprie competenze: i concorsi pubblici, ha osservato, sono spesso vinti da giovani del Sud e calabresi, a dimostrazione della qualità del capitale umano presente sul territorio.

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