Un gruppo internazionale di ricercatori ha comunicato risultati sorprendenti da una sperimentazione clinica su un vaccino antitumorale chiamato amivantamab. Il trial, svolto in 11 paesi, ha coinvolto pazienti con malattia avanzata o recidivata che non rispondeva più alle terapie convenzionali, e secondo i medici ha prodotto risposte definite «senza precedenti» in alcuni casi.
I dati principali saranno presentati a Chicago in occasione del congresso annuale dell’American Society of Clinical Oncology (ASCO), durante la sessione prevista per domenica 31 maggio. Lo studio si è concentrato prevalentemente su neoplasie della testa e del collo, ma i ricercatori segnalano effetti analoghi anche in pazienti con tumore al polmone.
Risultati principali dello studio
Nella coorte descritta, 102 pazienti con tumore della testa e del collo hanno ricevuto l’iniezione di amivantamab. Complessivamente, 43 persone hanno manifestato una riduzione delle masse tumorali o la loro completa scomparsa: 28 hanno mostrato una riduzione significativa delle dimensioni del tumore mentre in 15 casi i medici hanno osservato l’assenza totale rilevabile di malattia dopo il trattamento. Questi esiti sono stati considerati particolarmente rilevanti perché ottenuti in pazienti la cui malattia era divenuta resistente sia alla chemioterapia sia all’immunoterapia.
Impatto clinico e sopravvivenza
I pazienti inclusi nello studio hanno registrato una sopravvivenza mediana di circa 12,5 mesi dall’inizio della terapia, un dato che i ricercatori ritengono significativo considerando la prognosi generalmente sfavorevole per chi esaurisce le opzioni standard. Secondo gli autori, ottenere tali risposte in un gruppo difficile da trattare rappresenta un passo avanti importante verso nuove strategie terapeutiche.
Come funziona amivantamab
Il farmaco agisce con una triplice modalità. Innanzitutto blocca l’EGFR (recettore del fattore di crescita epidermico), una proteina che favorisce la proliferazione tumorale. In secondo luogo inibisce la via MET, spesso sfruttata dalle cellule tumorali per sfuggire alle terapie. Infine, il vaccino stimola il sistema immunitario a riconoscere e attaccare le cellule neoplastiche, potenziando così la risposta antitumorale.
Caratteristiche della somministrazione e tollerabilità
A differenza di molte terapie oncologiche somministrate per via endovenosa, amivantamab in questo trial è stato dato tramite una piccola iniezione sottocutanea. Questo metodo rende la somministrazione più rapida e facilmente eseguibile in ambulatorio. Gli effetti collaterali riportati sono stati per lo più di entità lieve o moderata e meno del 10% dei pazienti ha dovuto interrompere la terapia a causa di toxicità.
Significato per i tumori della testa e del collo
Lo studio ha escluso i casi di carcinoma squamocellulare orofaringeo positivo al papillomavirus umano (HPV). Questo dettaglio è rilevante perché i tumori della testa e del collo non associati all’HPV sono solitamente più difficili da trattare e manifestano meno risposte favorevoli alle terapie standard. Perciò, il miglioramento osservato in questo sottogruppo è considerato di particolare importanza dalla comunità scientifica.
Prospettive di sviluppo
Amivantamab è un prodotto sviluppato da Johnson & Johnson ed è attualmente in valutazione in circa 60 studi clinici che coinvolgono, oltre al tumore della testa e del collo, anche neoplasie del polmone, del colon-retto, del cervello e dello stomaco. I risultati presentati aumentano le aspettative sulla possibilità di impiegare la molecola in diversi contesti oncologici.
Commenti degli esperti e considerazioni finali
Kevin Harrington, professore di terapie biologiche contro il cancro presso l’Institute of Cancer Research (ICR) di Londra e oncologo consulente al Royal Marsden, ha definito le risposte osservate «eccezionalmente forti» per una popolazione di pazienti con opzioni terapeutiche limitate, aggiungendo che il trattamento potrebbe giovare a migliaia di persone ogni anno. Kristian Helin, amministratore delegato dell’ICR, ha sottolineato come la ricerca rigorosa possa tradursi in progressi concreti per i pazienti più difficili da trattare.
Nel complesso, i risultati del trial su amivantamab rappresentano un segnale incoraggiante nella ricerca oncologica: confermano l’interesse verso terapie multimodali che combinano il blocco di percorsi biologici chiave con l’attivazione del sistema immunitario. La comunità medica attende ora la presentazione formale dei dati all’ASCO per una valutazione più approfondita e peer-reviewed.



