La riorganizzazione della flotta di Ryanair sta mutando l’assetto dei collegamenti aerei che riguardano la Calabria. Le misure annunciate prevedono la riduzione di presenze in più aeroporti europei e comportano, per l’inverno, l’eliminazione di numerosi collegamenti diretti verso destinazioni tedesche e non solo. L’effetto più immediato riguarda i voli da e per lamezia terme e Reggio Calabria con ripercussioni sulla mobilità della regione.
Secondo i dati resi noti dagli enti aeroportuali locali, per la stagione fredda sono previste oltre 100 cancellazioni complessive che interessano la Calabria, Treviso e la Sardegna (in particolare gli scali di Alghero e Olbia). Le modifiche rientrano in un piano più ampio che vedrà una riduzione della presenza della compagnia in 13 scali europei entro il 2027.
Chiusura della base di Berlino e conseguenze sui voli italiani
Il ritiro della base di Berlino previsto a partire dal 24 ottobre comporta la soppressione di diverse tratte servite fino ad ora dalla compagnia. L’operazione prevede la rimozione di sette aerei la cancellazione di 12 rotte e una riduzione del 50% della capacità invernale sulla base berlinese. Tra le tratte interessate figurano collegamenti verso città italiane e, in modo diretto, verso Reggio Calabria e, in parte, verso Lamezia Terme.
Implicazioni per chi viaggia da e per la Calabria
Per i passeggeri calabresi la chiusura della base berlinese e l’ulteriore disimpegno annunciato per altri scali significano una riduzione delle opzioni dirette. In particolare, la prevista chiusura della base di Brema il 27 marzo 2027 determinerà la cancellazione del collegamento diretto con Lamezia Terme obbligando i viaggiatori a ricorrere a percorsi con scalo e coincidenze presso altri hub della rete.
Elenco delle modifiche e calendario delle chiusure confermate
Le riduzioni programmate includono tappe già dismesse tra gennaio e agosto e altre chiusure previste in seguito. Nel complesso, la strategia porta alla riduzione della presenza del vettore in diversi aeroporti europei entro il 2027. Questo piano ha comportato, per alcuni scali, interruzioni già registrate nei primi mesi dell’anno e ulteriori stoppate programmate per i mesi successivi.
Scenari di riallocazione della capacità
Nonostante l’eliminazione di rotte dirette, la compagnia ha comunicato l’intenzione di riallocare la capacità liberata verso basi ritenute più redditizie: aeroporti con tariffe più basse, incentivi più favorevoli o maggiore potenziale di domanda. In termini numerici, l’azienda mantiene un piano operativo che prevede un numero significativo di movimenti giornalieri, con l’obiettivo di ottimizzare la rete senza ridurre complessivamente l’offerta a livello continentale.
Motivazioni dichiarate e controversie sui costi aeroportuali
Tra le ragioni ufficiali addotte per i tagli emergono l’aumento dei costi operativi, il caro carburante e l’incremento di alcune tasse collegate ai passeggeri. In particolare, la compagnia segnala un aumento della tassa sull’aviazione, passata dai 7,30 ai 15,50 euro per passeggero rispetto al 2019, oltre a una crescita dei diritti aeroportuali stimata intorno al 50% in alcuni casi. Queste criticità sono state poste a fondamento delle scelte di ridistribuzione della flotta e delle rotte.
Tali ricostruzioni sono contestate da alcuni gestori aeroportuali che respingono l’idea di aumenti generalizzati delle tariffe di scalo e difendono la stabilità dei propri listini. In ogni caso, la decisione aziendale avrà risultati concreti sullo scacchiere dei collegamenti, con effetti pratici sulla programmabilità dei voli in entrata e in uscita dalla Calabria.
Per gli scali calabresi la situazione apre una fase di incertezza: se da un lato si registra la cancellazione di numerosi collegamenti diretti, dall’altro è attesa una riallocazione delle capacità verso altri aeroporti ritenuti più vantaggiosi dalla compagnia. Le ripercussioni saranno



