26 Settembre 2026 ☀ 15°

Sanità pubblica a rischio: SGB contro la gestione aziendalistica del 118 in Calabria

Il sindacato SGB critica aspramente la decisione di trasferire la gestione del servizio 118 in Calabria ad Azienda Zero, temendo un approccio manageriale che potrebbe compromettere la qualità del servizio.

HERO · Catanzaro

In un contesto di continua riorganizzazione dei servizi sanitari, il sindacato SGB ha sollevato forti preoccupazioni riguardo al trasferimento del servizio di emergenza-urgenza 118 in Calabria sotto la gestione di Azienda Zero.

La decisione, che mira a centralizzare i servizi, è vista dal sindacato come un passo verso l’applicazione di logiche aziendalistiche che potrebbero compromettere il diritto costituzionale alla salute, privilegiando modelli manageriali rispetto alle esigenze dei cittadini e dei lavoratori.

Le criticità evidenziate dal SGB

Il sindacato ha sottolineato come, negli ultimi anni, i cittadini calabresi abbiano subito carenze di personale, tempi di soccorso inaccettabili e un progressivo impoverimento dei servizi essenziali. La centralizzazione, secondo SGB, non garantisce automaticamente un miglioramento dei servizi, ma piuttosto rischia di peggiorare la situazione.

Tra le principali preoccupazioni ci sono le garanzie per i lavoratori del 118, il destino delle postazioni territoriali, la responsabilità delle eventuali criticità operative e il controllo democratico su un servizio essenziale per la vita delle persone.

Le domande senza risposta

SGB si chiede: quali garanzie avranno i lavoratori del 118? Quale sarà il destino delle postazioni territoriali? Chi risponderà delle eventuali criticità operative? Quale controllo democratico resterà su un servizio essenziale per la vita delle persone?

La posizione del sindacato

Per SGB, la salute non è un’azienda. Il 118 non può essere trattato come un centro di costo da razionalizzare, ma come un servizio pubblico fondamentale che necessita di investimenti, personale stabile, formazione continua e programmazione seria.

Il sindacato critica anche il silenzio di altre organizzazioni sindacali che hanno sottoscritto accordi senza aprire un vero confronto con i lavoratori. Chi firma qualsiasi riforma senza pretendere garanzie occupazionali, investimenti concreti e trasparenza amministrativa finisce inevitabilmente per assumersi una pesante responsabilità politica e sindacale.

Troppo spesso, secondo SGB, la concertazione si traduce in una semplice ratifica delle decisioni già assunte dalle istituzioni, mentre i lavoratori vengono informati a giochi fatti. Questo non è il ruolo che dovrebbe avere un sindacato.

Le richieste di SGB

Il sindacato chiede che ogni processo di riorganizzazione sia accompagnato da un piano straordinario di assunzioni, il rafforzamento delle postazioni territoriali, investimenti reali sui mezzi e sulle tecnologie, piena trasparenza nella gestione delle risorse pubbliche e un confronto vero con i rappresentanti dei lavoratori.

La sanità pubblica, secondo SGB, non si salva cambiando il nome dell’ente che la gestisce, ma restituendo dignità ai lavoratori e garantendo ai cittadini un servizio efficiente, universale e realmente pubblico.

“La salute è un diritto, non un business. Il 118 appartiene ai cittadini, non alle logiche della governance aziendalistica.” ha dichiarato Giancarlo Silipo, rappresentante di SGB Calabria.

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