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Robot che riconoscono gli oggetti con il tatto: la scoperta della Scuola Sant’Anna premiata a Vienna

La Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa ha vinto un prestigioso riconoscimento per un algoritmo che permette ai robot di riconoscere gli oggetti attraverso il tatto.

Robot che riconoscono gli oggetti con il tatto: la scoperta della Scuola Sant’Anna premiata a Vienna

In un mondo sempre più dominato dalla tecnologia, la capacità dei robot di interagire con l’ambiente circostante rappresenta una sfida cruciale. Un recente studio condotto dalla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa ha fatto un passo da gigante in questa direzione, sviluppando un algoritmo AI che permette ai robot di riconoscere gli oggetti semplicemente attraverso il tatto, senza l’ausilio della visione.

Questa innovazione è stata premiata con la Honourable Mention 2026 all’IEEE Robotics and Automation Letters Best Paper Award, durante la conferenza IEEE ICRA 2026 a Vienna. Il riconoscimento è stato ricevuto da Enrico Donato, ricercatore postdoc in Robotica e AI, insieme a Egidio Falotico, responsabile scientifico del BRAin-Inspired Robotics Laboratory (Brair Lab) dell’Istituto di BioRobotica.

Un algoritmo che imita il tatto umano

L’algoritmo sviluppato dal team di ricerca utilizza reti neurali ricorrenti per interpretare i segnali tattili raccolti da una pinza robotica morbida dotata di sensori. Questo sistema non si limita a registrare un singolo contatto, ma apprende dall’evoluzione della presa, combinando diverse fonti di informazione sensoriale. La pinza è in grado di identificare oltre sedici oggetti diversi analizzando sia la pressione esercitata durante la presa sia il modo in cui le dita si deformano a contatto con l’oggetto.

Uno dei risultati più interessanti dello studio è la dimostrazione che la combinazione di più modalità sensoriali è molto più efficace rispetto all’uso di un singolo sensore. Inoltre, il robot può aumentare progressivamente la propria sicurezza nella classificazione ripetendo la presa dello stesso oggetto ma con diversa postura, in modo analogo a come una persona manipola un oggetto sconosciuto per capirne meglio la forma.

Le implicazioni future della ricerca

Questa scoperta rappresenta un passo importante verso robot più autonomi e capaci di interagire in ambienti complessi, dove la vista può essere limitata o insufficiente. La ricerca apre inoltre la strada a future tecnologie in cui i robot potranno esplorare e comprendere il mondo attraverso un senso del tatto sempre più simile a quello umano.

Enrico Donato, che ha iniziato i suoi studi all’Università della Calabria e ha poi conseguito la laurea magistrale e il dottorato in BioRobotica alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, ha sottolineato l’importanza di questa innovazione: “Questo algoritmo rappresenta un significativo avanzamento nella capacità dei robot di interagire con l’ambiente circostante. La combinazione di più modalità sensoriali ci permette di creare robot più autonomi e capaci di operare in condizioni complesse.”

Egidio Falotico, responsabile scientifico del Brair Lab, ha aggiunto: “La nostra ricerca dimostra che il tatto può essere un senso fondamentale per i robot, permettendo loro di esplorare e comprendere il mondo in modo più efficace. Questo è solo l’inizio di un percorso che potrebbe rivoluzionare il modo in cui i robot interagiscono con l’ambiente.”

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