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Roberto Occhiuto indagato: dettagli sull’inchiesta per corruzione in Calabria

La Procura di Catanzaro ha richiesto una proroga per le indagini su Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria, e altri esponenti per presunta corruzione.

Roberto Occhiuto indagato: dettagli sull’inchiesta per corruzione in Calabria

La Procura della Repubblica di Catanzaro ha presentato una richiesta di proroga delle indagini nell’ambito di un’inchiesta per corruzione che vede coinvolti il presidente della Regione calabria, Roberto Occhiutol’ex amministratore unico di Ferrovie della CalabriaErnesto Ferraroe Paolo Posteraroex manager di Amaco e segretario particolare di Matilde Siracusanosottosegretaria e compagna di Occhiuto.

La richiesta, firmata dal sostituto procuratore Domenico Assummariguarda le indagini della Guardia di finanza di Catanzaro sui rapporti di affari tra Occhiuto e Posteraro, che in passato sono stati soci in cinque diverse società di capitali: Tenuta del Castello società agricola srlFondazione patrimonio artistico retail srlFondazione patrimonio artistico srlParametro Holding srl e Ytam srl.

Le nomine e gli incarichi sospetti

Secondo l’autorità giudiziaria, Posteraro ha ottenuto diverse nomine da parte di pubblici ufficiali con i quali Occhiuto ha legami, tra cui suo fratello Mario Occhiutoex sindaco di Cosenza. Questi incarichi avrebbero fruttato a Posteraro oltre 500mila euro. Tra gli incarichi più rilevanti vi è quello in Ferrovie della Calabriadove amministratore unico era Ernesto Ferrarogià socio di Posteraro nella società Ytam srl.

al 2026, Posteraro ha ricoperto vari incarichi, tra cui quello di amministratore unico di Amacosocietà di trasporto pubblico del Comune di Cosenza, e segretario particolare della compagna di Occhiuto alla presidenza del Consiglio dei Ministri. In cambio, Occhiuto avrebbe ottenuto dall’ex socio svariati vantaggi negli affari privati.

Le dichiarazioni di Occhiuto e le prossime mosse

Il 23 luglio dello scorso anno, Occhiuto è stato sentito in Procura per cinque ore. All’uscita, ha dichiarato: “Ho chiarito tutto, confido in una celere archiviazione”. Tuttavia, la Procura ha deciso di chiedere una proroga delle indagini, che potrebbero proseguire fino a novembre.

Lo scalpore mediatico di questa vicenda ha portato Occhiuto a dimettersi temporaneamente, cercando conferme politiche in una successiva candidatura. Rieletto a ottobre scorso, ha proseguito il proprio mandato. In un’intervista, Occhiuto ha dichiarato: “No, io non ce l’ho con la magistratura. Ce l’ho con questi che utilizzano l’inchiesta giudiziaria come una clava per indebolire o per uccidere politicamente il presidente della Regione: non sarà così”.

Ora si attende la decisione del Gip sulla richiesta di proroga. Se accolta, le indagini potrebbero continuare fino a novembre, approfondendo ulteriormente i dettagli della presunta corruzione.

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