24 Giugno 2026 🌤 24°

Regime forfettario in discussione: le critiche della Commissione europea e le prospettive future

Il regime forfettario italiano è al centro delle critiche della Commissione europea, che lo considera distorsivo per il mercato. Scopri le proposte di riforma e le implicazioni per i professionisti.

Regime forfettario in discussione: le critiche della Commissione europea e le prospettive future

Il regime fiscale forfettario italiano è tornato al centro del dibattito economico europeo. La Commissione europea ha espresso preoccupazioni riguardo agli effetti di questo sistema, definendolo potenzialmente distorsivo per il mercato. In particolare, il Country Report 2026 pubblicato il 3 giugno ha evidenziato come il regime forfettario possa ridurre il gettito fiscale e disincentivare la crescita e l’aggregazione delle attività economiche.

Giuseppe Funaro, vicepresidente di Ala Assoarchitetti e Ingegneri, ha commentato le indicazioni contenute nel rapporto, sottolineando come il tema non sia nuovo nel dibattito economico italiano. Funaro ha evidenziato che il sistema attuale produce una evidente asimmetria tra professionisti che operano nello stesso mercato ma con regimi fiscali differenti, con effetti diretti sulla concorrenza.

Le critiche al regime forfettario

Funaro ha criticato la struttura del regime agevolato, ritenendo che contribuisca a mantenere il tessuto professionale in una dimensione ridotta. Secondo la sua analisi, il sistema fiscale vigente incentiva la permanenza sotto determinate soglie di fatturato, limitando la capacità di crescita, investimento e aggregazione degli studi professionali.

Un ulteriore elemento critico riguarda il trattamento dell’Iva, che nel regime forfettario non viene applicata, generando una differenza competitiva significativa soprattutto nei confronti della clientela privata. Funaro ha posto l’accento sulla difficoltà di competere tra professionisti soggetti a regole diverse all’interno dello stesso mercato, in particolare nei settori tecnici come ingegneria e architettura.

La frammentazione del settore

La frammentazione del settore viene letta come un ostacolo alla crescita strutturale, con un sistema che favorirebbe la permanenza di micro-attività piuttosto che lo sviluppo di realtà organizzate. Funaro ha richiamato anche il tema della pressione fiscale italiana, considerata superiore alla media europea per il lavoro autonomo e le attività produttive, chiedendo una maggiore armonizzazione delle regole a livello europeo.

Le prospettive future

Funaro ha evidenziato la situazione economica delle professioni tecniche, con la maggior parte degli architetti e degli ingegneri collocati in fasce di reddito medio-basse. Questa condizione contribuisce a limitare la competitività complessiva del settore. La proposta avanzata è quella di una revisione del sistema fiscale orientata alla crescita, con un modello che favorisca investimenti, innovazione e aggregazione.

L’obiettivo indicato è quello di superare la logica degli incentivi temporanei e delle agevolazioni frammentate, puntando invece su una struttura stabile che accompagni lo sviluppo delle attività professionali. Funaro ha anche evidenziato il rischio di una progressiva perdita di centralità delle figure professionali tecniche, sempre più spesso inserite in strutture organizzate di grandi dimensioni.

La riflessione si chiude con un richiamo alla necessità di riportare al centro competenza, investimento e capacità di crescita come elementi fondamentali per il futuro delle professioni tecniche. La Commissione europea ha invitato il governo italiano a rendere il sistema tributario più favorevole alla crescita economica, intervenendo su evasione fiscale, cuneo fiscale e agevolazioni considerate distorsive.

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